L'Ottocento è stato il secolo che ha visto erigere il maggior numero di monumenti pubblici. Per tale abbondanza, che ha caratterizzato soprattutto la Terza Repubblica (1870-1940), lo storico Maurice Agulhon definisce il XIX come il "secolo della città scolpita". Tra i soggetti trattati con maggiore frequenza dai principali architetti dell'epoca, da Jean-Camille Formigé a Hector Guimard ed Emile Gallé, rientrano i monumenti commemorativi per celebrare i grandi uomini del passato o in ricordo dei più importanti eventi storici, i monumenti dedicati ai defunti che si moltiplicano dopo l'ecatombe provocata dalla Grande Guerra del 1914-1918, i progetti per la costruzione di tombe di personaggi illustri e di esponenti della borghesia che commissionano un gran numero di opere, e infine i progetti per i più importanti cimiteri parigini e per i crematori.
La funzione dei monumenti commemorativi è quella di strutturare lo spazio urbano, fungendo così da punti di riferimento per segnalare una piazza, un angolo di strada, l'ingresso di un parco o di un cimitero, il punto di fuga di una prospettiva. Questi disegni sono la migliore testimonianza degli innumerevoli progetti eseguiti dagli architetti del XIX secolo che hanno sempre lavorato in collaborazione con gli scultori.