Agathon Léonard
Ballerina con il tamburello

Ballerina con il tamburello
Agathon Léonard (1841-1923)
Ballerina con il tamburello
1900-1923
Porcellana Biscuit di Sèvres
Cm 33 x 42 x 12
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski


Ballerina con il tamburello
Ballerina con il tamburello
Ballerina con il tamburello

Danseuse au tambourin [Ballerina con il tamburello]


All'Esposizione universale del 1900, la manifattura di Sèvres fa scalpore presentando un centrotavola in biscuit composto da quindici statuette raffiguranti giovani donne che ballano e agitano i loro indumenti. La prodezza tecnica di questi drappeggi plissettati, delicati, addirittura traslucidi, è resa possibile grazie alla messa a punto di un nuovo tipo di pasta di porcellana dura, di eccezionale resistenza. Il pubblico resta colpito dalla novità del soggetto, dalla qualità delle statuette, dal modo armonioso e dinamico con cui quest'ultime sono disposte. Per la realizzazione di questa Ballerina, l'autore si rifà proprio al sopraccitato centrotavola.

Fin dal 1896, subito dopo la nomina di Alexandre Sandierin a direttore artistico, la Manifattura di Sèvres cerca di rinnovare le sue produzioni. Sandier, che al Salon de la Société nationale des Beaux-arts del 1897 ha notato "Dieci bozzetti raffiguranti "Danza del foulard", ovvero rilievi in terra cotta che precorrono gli addobbi di un "foyer di danza", si mette in contatto con l'artista : Agathon Léonard. A quest'ultimo viene chiesto di modificare le figure affinché le stesse possano adattarsi ad un centrotavola. Questo comporta una rottura netta con i centrotavola tradizionali risalenti al XVIII secolo. Una scelta di questo tipo implica l'introduzione di una nuova estetica, caratterizzata dalla fluidità e dagli arabeschi. Ai nostri giorni, questo centrotavola raffigurante la Danza del foulard, è considerato un elemento emblematico dell'Art Nouveau.

Successivamente, la manifattura di Sèvres realizza ogni figura in due diverse misure. La Ballerina con il tamburello è di "seconda grandezza". Consultando gli archivi della Manifattura veniamo a sapere che ben 125 modelli di due diverse dimensioni sono venduti tra il 1901 e il 1923. Il successo protratto nel tempo di questo tipo di soggetti è, già all'epoca, una chiara e precisa testimonianza della passione destinata a non esaurirsi mai per l'Art Nouveau, nel momento stesso in cui, in Francia, sin dal 1905, il movimento manifesta i primi segnali di difficoltà.




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