Emile Vaudremer
Lampadario con serpente boa

Lampadario con serpente boa
Emile Vaudremer (1829-1914), Emmanuel Fremiet (1824-1910)
Lampadario con serpente boa
1895-1898
Bronzo patinato e dorato
H. 105 cm
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski


Lampadario con serpente boa (dettaglio)
Lampadario con serpente boa (dettaglio)
Lampadario con serpente boa
Lampadario con serpente boa (dettaglio)

Lustre au boa [Lampadario con serpente boa]


La presenza dei nomi di Vaudremer e di Fremiet su questo singolare lampadario può destare un certo stupore. Vaudremer, che aveva progettato la prigione della Santé e il liceo Buffon di Parigi, è un architetto esigente e rigoroso. Nonostante egli sia un appassionato di arti decorative, nulla però lascia presagire la sua partecipazione alla realizzazione di un oggetto come questo.
In compenso, il virtuosismo naturalistico nella resa della pelle del serpente boa, negli avvolgimenti del suo corpo, l'abilità nell'inserire saldamente l'animale nella struttura del lampadario, di cui Fremiet dà qui una prova mirabile, non costituiscono una sorpresa. La sua maestria nello scolpire animali è nota a tutti. I rettili, inoltre, sono frequenti nelle sue opere.

Il lampadario è prodotto per la residenza privata parigina di rue Fortuny della famiglia Dervillé, un tempo dimora dell'attrice Sarah Bernhardt. Stando all'ipotesi più verosimile, l'opera sarebbe stata inizialmente commissionata a Vaudremer. Fremiet l'avrebbe in seguito completata lasciando libero corso alla sua verve umoristica. Questa supposizione sembra del resto confermata dalla differenza nel colore e nella patina dei bronzi. Tuttavia, a tutt'oggi, ignoriamo in che modo si sia sviluppato questo processo creativo che è poi sfociato nella realizzazione di un così splendido oggetto.

Quest'opera molto originale si rifà all'estro creativo che caratterizza altri lavori che Fremiet realizzò per la residenza dei Dervillé. I titoli di alcune di queste produzioni, già da soli, sono sufficienti per illustrare l'originalità delle creazioni stesse: La Rana che implora la pioggia, Le Scimmie con le bolle di sapone, Il Pellicano gastronomo, L'Orso polare sopraffatto dal calore del calorifero, ed anche le due piccole statue Ravachol e Chauchard. Nell'ambito di questi lavori privati, lo scultore lascia libero corso ad un certo sentimento del fantastico, che, invece, è tenuto completamente sotto controllo nelle opere che rispondono a commissioni ufficiali.
Senza dubbio il boa, la mela e le maschere sono elementi strettamente connessi ad un tipo di allusione o di dileggio dei quali non abbiamo ancora afferrato il significato. Questo lampadario, tuttavia, sta a testimoniare la forza creatrice di Fremiet nel campo dell'arredamento così come la sua originalità.




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