Carlo Bugatti
Scrittoio da signora

Scrittoio da signora
Carlo Bugatti (1856-1940)
Scrittoio da signora
Modello realizzato intorno al 1890-1898
Legno di noce brunito, intarsio d'osso, Incrostazioni di peltro, pergamena, rame stampato e traforato, nocciole
Cm 134,8 x 71 x 60,5
© Musée d'Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt

Bureau de dame [Scrittoio da signora]


Un ragno su uno dei cassetti, noccioline a forma di pugni? Decorando questo secrétaire da signora, Carlo Bugatti si diverte e lascia che la sua fantasia sia libera di galoppare. Infatti, ogni elemento è concepito come un gioco come questo sgabello che si innalza spavaldamente in un angolo decentrato del mobile. Ma non è finita qui. Infatti, il contenuto dei cassetti è annunciato da una misteriosa grafia pseudo-giapponese, o forse pseudo-araba. Di questo scrittoio esistono anche versioni ornate di geroglifici sulla parte anteriore dei cassetti.

Carlo Bugatti ci fornisce in questo caso una variante del suo celebre secrétaire da signora creato intorno agli anni 1888-1890, senza dubbio il mobile più ricercato della sua collezione. Inoltre, il secrétaire è messo in risalto in un articolo della rivista inglese Furniture and Décoration & The Furniture Gazette del 15 maggio 1895, dedicato ai mobili di Bugatti venduti a Berlino da Ernst Kopp e Cie. Al contrario del carattere giapponesizzante delle creazioni inglesi contemporanee, lo stile moresco dei mobili disegnati da Bugatti era all'epoca sottolineato dall'appellativo “Granada Furniture” che alludeva all'Alhambra di Granada. Nel 1904 e 1905, questo mobiletto è ancora presente nel catalogo pubblicato dalla ditta De Vecchi che ha appena rilevato la casa di produzione Bugatti e continua a produrre i suoi mobili.

Sfortunatamente, questo esemplare è privo delle tante rifiniture di passamaneria presenti invece sul modello originale. Le file di lunghe frange di seta, ornate da nappine metalliche quadrate, scintillanti e titillanti, modificavano in modo significativo la forma del mobile. Forse, questo tocco di stravaganza e di esotismo era stato suggerito all'artista dagli spettacoli che, in quegli anni, Buffalo Bill, rappresentava in tutta Europa.




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