Léon Spilliaert
Autoritratto dell'artista

Autoritratto
Léon Spilliaert (1881-1946)
Autoritratto
1903
Matita grafite, inchiostro nero e marrone a penna e a pennello
Cm 27,4 x 27,2
© ADAGP, Paris - RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Thierry Le Mage

Portrait de l'artiste par lui-même [Autoritratto dell'artista]


Tra il 1902 e il 1909, Spilliaert esplora con molta intensità il tema dell'autoritratto. Se il suo primo tentativo, nel 1902, si dimostra di un realismo applicato quasi accademico, l'artista evolve rapidamente verso un'introspezione più complessa e più penetrante.

In questo disegno del 1903, Spilliaert mette in piedi una composizione teatrale attraverso le apparizioni di spettri sullo sfondo. La fisionomia tormentata, con gli occhi persi nell'ombra, è drammatizzata dalla posizione di tre quarti che nasconde tutta una parte del viso.
Spilliaert si raffigura in tenuta da città, rigorosa ed elegante, e non con il camice da lavoro. In questo modo l'artista afferma la coscienza della sua condizione intellettuale e sociale.
Le apparizioni nell'ombra non sono le diverse maschere di un'identità inafferrabile e terrificante come in James Ensor, ma piuttosto ritratti nello specchio. Il ritratto in alto raffigura chiaramente Spilliaert, forse quando era più giovane. La figura in basso potrebbe essere une proiezione di sé stesso da anziano, il che trasforma la composizione in un'allegoria delle varie età della vita.

Tutta la parte sinistra del foglio è cancellata con la gomma. Si possono ancora distinguere tracce di matite e lo schizzo di una figura enigmatica. L'artista, forse insoddisfatto della sua composizione, non l'ha portata a termine. È probabile che in un secondo momento, Spilliaert abbia provveduto da sé ad incorniciare l'opera, lasciando visibile solo la parte centrale. Questa nuova inquadratura spiega la presenza di una seconda firma, posta più in alto rispetto alla prima.

Questo disegno può essere considerato come il prototipo degli autoritratti di tre quarti, che Spilliaert realizza più tardi, pur esplorando parallelamente rappresentazioni di sé stesso in piedi, oppure intento a leggere o a lavorare nella sua bottega.


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