Marc-Antoine Gaudin (Attribuito a)
Funerali del duca di Orléans

Funerali del duca di Orléans
Attribuito a Marc-Antoine Gaudin (1804-1880)
Funerali del duca di Orléans
1842
Dagherrotipo rovesciato
Diametro cm 7,5
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Jean-Gilles Berizzi

Enterrement de M. le duc d'Orléans [Funerali del duca di Orléans]


Durante la monarchia di Luglio, Ferdinando, figlio primogenito di Luigi-Filippo, è un principe molto amato. Aperto alle idee liberali, preoccupato delle condizioni dei più disagiati, appare per molti come l'unico in grado di conciliare monarchia con la democrazia.
Il 13 luglio 1842, Ferdinando viaggia alla volta di Neuilly per salutare i suoi familiari prima di partire in missione militare. Ad un certo punto, i cavalli della sua carrozza si imbizzarriscono. Il giovane principe, all'epoca trentunenne, nel tentativo di uscire fuori, cade in terra e muore.

Questa immagine è scattata in occasione delle solenni esequie che hanno luogo nella chiesa di Notre-Dame di Parigi il 30 luglio. Marc-Antoine Gaudin, che si è sistemato in una casa di fronte a Notre-Dame, ha fotografato la cattedrale ed il sagrato. La precisione del dagherrotipo permette di cogliere una grande quantità dei dettagli. Sono visibili la grande struttura di legno e il drappo nero che cela, per l'occasione, la facciata della cattedrale così come le due aste in cima alle quali sventolano i vessilli con i monogrammi del principe. Al centro, squadroni di lancieri e guardie nazionali e sembra addirittura visibile anche il carro con la bara del principe. La leggera sfocatura dell'immagine indica un tempo di posa molto breve, da uno a qualche secondo. Gaudin aveva perfezionato questo procedimento, reso noto nel 1842 con l'ottico Lerebours e che richiedeva un tempo di esposizione di 1/10 di secondo.

I Funerali del duca di Orléans rappresentano al giorno d'oggi il primo dagherrotipo conosciuto in grado di fornire una visione quasi istantanea di una folla di persone. La rappresentazione di un avvenimento storico e contemporaneo come questo, avvenuto agli albori della fotografia, costituisce una testimonianza di eccezionale rarità.




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