Anonimo
Fotografia spiritica

Fotografia spiritica (medium e spettri)
Anonyme
Fotografia spiritica (medium e spettri)
1910 circa
Stampa argentica
Cm 14 x 9,8
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski


Photographie spirite (médium et spectre d'enfant)
Photographie spirite (trois silhouettes spectrales)
Photographie spirite (spectre d'indien)
Photographie spirite (médium et spectre de femme)

Photographie spirite (médium et spectres) [Fotografia spiritica (medium e spettri)]


La fotografia a vocazione spiritica, che rivela tracce "dell'atmosfera fluidica dell'uomo che al suo esterno palpita come la manifestazione extracutanea della sua forza intima e personale", è stata di gran moda a partire dagli anni novanta del XIX secolo. I risultati fotografici sono stati molto interessanti, rivelando immagini fantomatiche che troveranno la loro più bella espressione nelle stampe futuriste di Bragaglia nel 1913 o in certe fotografie del pittore Edvard Munch e dello scrittore, nonché pittore e fotografo, August Strindberg.
La fotografia spiritica della metà del secolo scorso costituisce un vero e proprio movimento di carattere storico. Questo tipo di fotografia è praticato da pseudo-scienziati riuniti in associazioni o, come forse in questo caso, da semplici appassionati del genere.
Questa immagine è tratta da un album proveniente dagli Stati Uniti, nel quale sono riunite centoventotto stampe di fotografie spiritiche. Come sempre accade in questo tipo di opere, si cerca soprattutto di fare apparire quello che l'occhio umano non può vedere. Può trattarsi di apparizioni, di presunti irraggiamenti che emanano dal corpo del soggetto o, come in questo caso, di fantasmi.
L'album mostra ritratti di uomini e di donne con immagini in sovrimpressione che rappresentano spettri. Tra questi, si riconoscono alcuni indiani e il sosia di Abramo Lincoln. Gli abiti risalgono visibilmente alla metà del secolo scorso. Il titolo dell'album, in lettere gotiche in oro e a colori: Mors Janua bitar e l'altro testo, alla fine, ovvero "Auld Lang Syne. Should auld acquaintance be forgot. And never brought to mind? Should auld acquaintance be forgot. And days of auld lang syne?", prima strofa della canzone di Robert Burns Auld Lang Syne, nota in Italia con il titolo di Il valzer delle candele che, nella traduzione italiana realizzata nel 1943 da Larici - Mauri , recita così: 
"Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te",
rientrano nel repertorio tipico delle imprecazioni spiritiche.




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