Emile Bernard
Donne bretoni con ombrelli

Les bretonnes aux ombrelles
Emile Bernard (1868-1941)
Les bretonnes aux ombrelles
1892
Huile sur toile
H. 85 ; L. 105 cm
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski

Les bretonnes aux ombrelles [Donne bretoni con ombrelli]


La scuola di Pont-Aven raduna artisti molto diversi che s'incontrano regolarmente in questo piccolo borgo a sud di Finistère a partire dalla metà degli anni ottanta del XIX secolo. Dopo che Gauguin, figura emblematica del gruppo, nel 1891 parte alla volta di Tahiti, Emile Bernard prosegue in Bretagna le sue ricerche sul sintetismo. Questo angolo di Francia, che vive in parte saldamente ancorato alle proprie tradizioni, resta escluso dallo sviluppo industriale diventando così, per Bernard e Gauguin un'oasi di autenticità, fonte di un'ispirazione esotica. In queste terre incontaminate e selvagge, perdura un mondo che, agli occhi di questi artisti, è il simbolo dei valori principali dell'umanità.

In questa composizione il pittore esclude in modo volontario ogni forma di realismo. La scena appare tagliata come in una vetrata con intrecci di linee che delimitano gli aplat di colore. Bernard crea dunque corrispondenze formali tra le forme arrotondate degli ombrelli e le colline dello sfondo, tra le linee verticali degli alberi e le figure delle donne di destra. Questo insieme, ovvero l'unione di personaggi e sfondo, conserva un ermetismo che permette all'artista di tenersi a distanza da una realtà aneddotica. Per rafforzare la dimensione misteriosa del soggetto, Bernard colloca le sue bretoni in un paesaggio privo di profondità e sotto un'illuminazione artificiale simile a quella di una scenografia teatrale. In questo spazio fattizio, le donne, la cui ieraticità richiama alcuni personaggi di Seurat, si osservano in silenzio In questo quadro, il soggetto risulta alla fine meno importante del modo di dipingere e di ciò che esprime.




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