Johan Axel Gustav Acke
Specchio dell'acqua

Specchio dell'acqua (Vid vattenspegeln)
Johan Axel Gustav Acke (1859-1924)
Specchio dell'acqua (Vid vattenspegeln)
1894-1908
Olio su tela
Cm 161 x 202
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski


Cornice

Miroir de l'eau (Vid vattenspegeln) [Specchio dell'acqua (Vid vattenspegeln)]


Questa composizione monumentale costituisce, senza alcun dubbio, l'opera principale dell'artista svedese Johan Axel Gustav Acke ed è un pregevole esempio dell'unione delle arti così strenuamente ricercata ai primi del Novecento. L'opera costituisce anche uno dei cardini più importanti nello sviluppo artistico della corrente nazionalista scandinava.
Il quadro viene iniziato nel settembre del 1894, nel periodo in cui Acke vive con una colonia di artisti in un'isola dell'arcipelago di Stoccolma. Alcuni mesi dopo, l'artista decide di realizzare una cornice monumentale la cui decorazione scolpita fosse in linea con la tematica della tela. Difatti, la raffigurazione tramite pittura di alcuni elementi che popolano le acque e i boschi, la riproduzione sotto forma di scultura dei rami di conifera abitati da uccelli rampicanti, costituiscono un inno alla natura scandinava. Nel corso del 1895, l'opera subisce sostanziali modifiche: da quadro murale, essa si trasforma in un pannello di vaste dimensioni da collocare al centro di una stanza. Proprio in questo periodo viene deciso di completare l'opera dotandola di una parte a tergo. Vengono così realizzati cinque pannelli stretti raffiguranti un balletto di nixes, ninfe delle acque nella mitologia germanica, che sorreggono una vasca luminosa.

Il soggetto di Specchio dell'acqua si basa sull'osmosi del corpo umano e della natura. L'artista non si limita semplicemente, com'è avvenuto in altre opere, a celebrare pratiche naturiste di cui egli è un fervente adepto. In quest'opera, infatti, i due corpi femminili non si abbandonano a semplici giochi acquatici e sportivi ma, al contrario, sembrano lanciati in una corsa inarrestabile. Questi due personaggi femminili, non danno forse l'idea di possedere un valore allegorico e di fare allusione alla Svezia che corre in soccorso della Finlandia oppressa dalla Russia zarista.? Quest'ipotesi potrebbe essere suffragata dal fatto che Acke ha rimesso mano al suo quadro dieci anni dopo averlo finito, accentuandone la luminosità tramite tonalità di un blu cobalto profondo, prima di inviarlo all'Esposizione internazionale di San Pietroburgo bel 1908.




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