Emmanuel Fremiet
San Michele che sconfigge il drago

San Michele che sconfigge il drago
Emmanuel Fremiet (1824-1910)
San Michele che sconfigge il drago
Circa 1897
Gruppo scultoreo in rame
Cm 617 x 260 x 120
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski

Saint Michel terrassant le dragon [San Michele che sconfigge il drago]


Nel 1894, Fremiet viene scelto per realizzare una statua che doveva essere collocata sopra la guglia dell'abbazia di Mont-Saint-Michel. Fremiet è all'epoca uno scultore divenuto famoso dopo che, nel 1874, la sua statua raffigurante Giovanna d'Arco è stata posta nella piazza des Pyramides a Parigi. Questa statua inaugura un nuovo realismo che mostra un preciso intento descrittivo che si spinge fino all'estrema minuzia e in cui il senso di precisione si coniuga con una vera e propria ricerca archeologica. Allo schema quasi barocco di chiara derivazione raffaelliana, l'artista preferisce la severa iconografia medievale. Fremiet mette così a punto un'arte didattica e che elude il pathos, animata dalla duplice passione per la storia e la scienza.
Nel 1879, l'artista aveva inizialmente creato il suo San Michele, sotto forma di statuetta destinata ad essere riprodotta in svariate copie per fini commerciali. Fatto incredibile e mai successo prima, questa opera di appena 50 centimetri viene scelta per essere ingrandita fino a raggiungere 2,20 metri di altezza. Più o meno come se la statua fosse stata scelta sfogliando un catalogo. Questa pratica che permetteva di controllare in anticipo le scelte estetiche dell'artista, coniugata al "realismo storico" di Fremiet, si accordava molto bene con la nuova visione dei monumenti storici di Viollet-Le-Duc e dei suoi emuli, dediti alla ricerca di ricostruzioni architettoniche.
La statua, in versione dorata per l'abbazia di Mont-Saint-Michel e ravvivata dai giochi della luce "en plein air", si distingue nella produzione di Fremiet per il dinamismo della sua figura. Essa è realizzata in rame sbalzato: le lastre di rame sono martellate in laboratorio, poi sono montate su un'armatura ed infine vengono assemblate con dei ribattini. In questo modo, si ottengono opere relativamente leggere: issare una statua di bronzo sopra una guglia, sarebbe stata, considerando il peso della struttura, un'impresa rischiosa. Il laboratorio Monduit, incaricato dell'esecuzione, ne realizzò altri due esemplari, uno per il campanile della chiesa di San Michele di Batignoles a Parigi, l'altro per il suo deposito espositivo: quello del museo d'Orsay.




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