


"Fu come se il frastuono di una tromba d'aria avesse attraversato la sala espositiva scrollando i vetri con una violenza tale da mandarli in frantumi "
(Castagnary, 1884)
Per tutta la vita, Courbet esprime l'affetto che nutre nei confronti dei suoi cari. Egli ha realizzato numerosi ritratti dei suoi familiari che talvolta sono inseriti in mezzo ai protagonisti delle sue grandi composizioni. L'artista è anche molto legato alla sua regione natale che fa da sfondo a molti dei suoi quadri. Nel corso della sua vita, Courbet visita i paesi del Nord dove la sua arte è apprezzata, abita a Parigi, si reca nella provincia di Saintonge, terra natale del suo amico Castagnary, in Normandia con il pittore americano Whistler e perfino a Montpellier su invito di Bruyas, suo amico nonché mecenate ma finisce sempre col tornare nella sua adorata Franca Contea.
È con una "incrollabile fiducia in sé stesso ed un'indomita tenacia" (Castagnary) che Courbet si lancia in una prolifica carriera artistica che si snoda attorno a quattro periodi chiave.
A venti anni Courbet giunge a Parigi per iscriversi alla facoltà di diritto ma abbandona presto questa strada preferendo frequentare le botteghe di Steuben e di Padre Suisse. Egli imita i maestri del Louvre come Rembrandt, Hals, Rubens, Caravaggio o Tiziano. Nella "galleria spagnola" di Luigi-Filippo, Courbet scopre Vélasquez e Zurbaran che sarà molto apprezzato anche da Manet.
Tra i suoi concittadini, Courbet ammira Géricault e Delacroix, due maestri romantici che utilizzeranno i grandi formati per raffigurare episodi di storia contemporanea.
In questo periodo, Courbet è ancora alla ricerca di sé stesso. In varie occasioni, egli si mette in scena con enfasi. Citiamo, a tal proposito, (Il disperato, 1841 ; L'uomo con il cane nero, 1842 ; L'uomo ferito, 1844-1854, L'uomo con la cintura di cuoio. Ritratto dell'artista, 1845-1846).
Andando oltre l'influsso dei maestri del passato e dei romantici, Courbet manifesta già l'intenzione di svolgere, nella storia dell'arte, un ruolo di primo piano grazie ad una pittura personale e sincera.
Nel 1848, Courbet, che fino allora ha esposto poche opere al Salon, ha finalmente l'occasione di presentare una decina di tele. Uscito così dall'anonimato, egli allaccia un rapporto d'amicizia con il critico Champfleury e, d'ora in poi, trae beneficio da un riconoscimento pubblico, confermato l'anno seguente con l'acquisto da parte dello Stato di Dopocena ad Ornans (Lilla, museo delle Belle Arti). La medaglia di seconda classe ottenuta in quest'occasione lo esenta dall'inviare ulteriori opere alla giuria fino al 1857, anno in cui le regole cambiano.
Altre opere di Courbet, invece, suscitano scandalo ed espongono l'artista all'incomprensione. Questo è il caso, nel 1849, di Gli spaccapietre (opera distrutta) e di Funerale ad Ornans che partecipò al Salon del 1850-1851. Nella seconda metà del XIX secolo, secondo la tradizione accademica, i quadri di grande formato sono riservati ai soggetti storici, biblici, mitologici o allegorici. Courbet infrange questa convenzione dipingendo su grandi tele un mondo familiare e domestico. Egli ritiene che la storia contemporanea, ivi compresa quella della gente del popolo, meriti grandi formati. Affermando che "L'arte storica è per definizione contemporanea", Courbet esprime il suo desiderio di riformare la pittura di storia. Da questo punto di vista il titolo originale dell'opera testé citata, ovvero, Quadro storico di un funerale ad Ornans, è emblematico.Nel corso di questo periodo, Courbet fa un incontro decisivo per il proseguimento della sua carriera. Alfred Bruyas (1821-1877), un ricco collezionista originario di Montpellier, acquista Le Bagnanti. A partire da questo momento, Bruyas diventerà un vero e proprio mecenate per l'artista che, in questo modo, può vivere della sua pittura in completa indipendenza. Attestati di stima giungono anche dall'estero. A partire dal 1854, Berlino e Vienna si contendono l'onore e il privilegio di esporre Courbet.
Questo periodo raggiunge il suo apogeo con La Bottega del pittore (1854-1855), vero e proprio quadro-manifesto nel quale Courbet dichiara le sue scelte artistiche e politiche. D'altra parte, l'artista attribuisce a quest'opera di circa quattro metri per sei il significativo sottotitolo di llegoria reale che determina una fase di sette anni nella mia vita artistica e morale.
La giuria del Salon del 1855 accetta più di una decina di tele di Courbet, ma rifiuta questa, proprio a causa delle sue enormi dimensioni. Tale decisione spinge allora Courbet ad organizzare una mostra personale, a margine dell'Esposizione universale. La manifestazione ha luogo in un edificio che l'artista ha fatto costruire a proprie spese e da lui ribattezzato con il nome di "Padiglione del Realismo".
In occasione dell'Esposizione universale che si tiene a Parigi nel 1867, Courbet prende parte al Salon presentando ben nove tele. Questo grande attestato di stima non gli impedisce, tuttavia, di organizzare una nuova mostra personale in un edificio sito in piazza de l'Alma. l pubblico vi può ammirare circa cento quaranta delle sue opere.
Nell'estate del 1869, Courbet soggiorna a Etretat. In questa località realizza, tra l'altro, Il mare in burrasca e La falesia di Etretat dopo la tempesta. Al Salon del 1870, queste due tele vengono accolte da un coro di lodi. La fama di Courbet è oramai saldamente consolidata.
Eletto al Consiglio della Comune, Gustave Courbet non entra tuttavia a far parte della guardia nazionale e dunque non prende parte ai combattimenti. Arrestato dai soldati dell'esercito raccolto da Thiers per combattere la Comune il 7 giugno, nel settembre dello stesso anno il pittore è condannato a 6 mesi di prigione e a 500 franchi di multa ai quali vanno ad aggiungersi 6850 franchi di spese penali. La sentenza che è piuttosto clemente se si pensa alle pene di morte e alle deportazioni inflitte ad altri comunardi... segna comunque l'inizio della lunga serie di guai giudiziari dell'artista.
Durante il suo esilio, lo Stato gli confisca i beni, tiene sotto controllo i suoi amici e la sua famiglia. L'instabilità politica dei primi anni della III ª Repubblica non si rivela affatto favorevole ai vecchi comunardi. Courbet rifiuta di fare ritorno in Francia prima dell'approvazione di una legge di amnistia generale.
Edouard Manet (1832-1883) non nasconde il suo debito verso Courbet. Come il suo predecessore, egli procura scandalo e attira su di sé il sarcasmo dei suoi detrattori. Un suo quadro, La colazione sull'erba dapprima non viene accettato al Salon del 1863 e in seguito è sottoposto a violente critiche al Salon des Refusés. L'Olympia, provocante "odalisca dal ventre giallo" del Salon del 1865 attira l'animosità del pubblico. Per la sua volontà di liberarsi dalle regole accademiche, Manet prolunga il cammino tracciato da Courbet.
James McNeill Whisthler (1834-1903), allievo di Courbet, intreccia con il suo collega più anziano, relazioni amichevoli al punto tale che, Joanna Hiffernan, anche detta Jo l'Irlandese, amante dell'artista americano, è la presunta modella che ha posato per l'Origine del mondo (1866). Con Whisthler, Courbet dipinge le coste normanne, così come con Eugène Boudin (1824-1898).
Nel suo quadro La colazione sull'erba (1866), Claude Monet (1840-1926) mette in scena un personaggio corpulento le cui fattezze ricordano molto bene quelle di Courbet. Quest'ultimo, del resto, fece visita al giovane artista intento ad ultimare il quadro nella bottega che condivideva con Bazille.Agli inizi degli anni sessanta del XIX secolo Carolus Duran (1837-1917) subisce l'influsso di Courbet. Nello stesso periodo, Henri Fantin- Latour (1836-1904) incontra Gustave Courbet e lavora nella sua effimera bottega.
Renoir (1841-1919) stesso realizza i suoi primi lavori subendo l'influsso di Courbet prima di trovare la propria strada. I nudi di Courbet lo segnano per molto tempo.