Dada Africa, fonti ed influssi extra-occidentali

Sophie Taeuber-ArpMotivi astratti (maschere)© Stiftung Arp e.V., Berlin / Rolandswerth. Wolfgang Morell
Il Dadaismo, prolifico e sovversivo movimento artistico, nasce a Zurigo nel corso della prima guerra mondiale per poi svilupparsi attraverso molti focolai Berlino, Parigi, New York... In virtù delle novità delle loro opere – poesia sonora, danza, collage, performance –, gli artisti dadaisti rifiutano i valori tradizionali della civiltà, appropiandosi di stili culturali e artistici di civiltà extra-occidentali di Africa, Oceania e America.

Il Museo dell’Orangerie ha allestito una mostra su questi scambi mettendo a confronto opere di provenienza africana, amerindiana e asiatica con quelle dadaiste di Hanna Höch, Jean Arp, Sophie Taueber-Arp, Marcel Janco, Hugo Ball, Tristan Tzara, Raoul Haussmann, Man Ray, Picabia….

Saranno altresì evocate le serate dadaiste, con raccolte di documenti di svariata natura, film sulla danza e documenti sonori, musicali ma anche la diversità, l’inventiva e la radicalità delle produzioni dadaiste – tessili, grafica, manifesti, assemblaggi, rilievi in legno, bambole e marionette – a confronto con la singolare bellezza e la rarità di opere extra-occidentali, come la statua africana Hemba, la maschera africana di Makondé, la maschera Hannya di provenienza giapponese, la prua di piroga da guerra maori...

Il tema della mostra è sviscerato in ogni suo aspetto al museo dell’Orangerie, culla della collezione Jean Walter – Paul Guillaume. Quest’ultimo, collezionista d’arte africana e gallerista, ha esercitato un ruolo di primo piano in questo confronto che avviene sullo sfondo dei quesiti sull’ibrido, il genere, la posizione coloniale.

In concomitanza con questa mostra, saranno esposte nel museo alcune opere di due artisti contemporanei:

  • Due fotografie dell’artista Athi-Patra Ruga provenienti da una rappresentazione e una riflessione sull’identità… A Vigil for Mayibuye (from the Exile series), 1915 e The Future White Woman of Azania, 2012

  • Un insieme di opere (arazzi, fotografie e disegni) di Otobong Nkanga di cui due arazzi In pursuit of Bling, 2014.


Curatori

Cécile Debray, conservatore capo del museo dell’Orangerie e Cécile Girardeau, conservatore al museo dell’Orangerie


In cooperazione con il Museo Rietberg e la Berlinische Gallerie

Con l'aiuto di Fabienne Leclerc - gallery In Situ

Con il generoso sostegno di Pro Helvetia, fondazione svizzera per la cultura

18 ottobre 2017 - 19 febbraio 2018

Parigi, museo dell'Orangerie


Aumentare la fonte Diminuire la fonte Inviare ad un amico Stampare

Facebook
TwitterInstagramGoogle+YouTubeDailymotion