Sanguigne del XIX secolo Da Delacroix a Maurice Denis

Couverture
Varietà di argilla ferruginosa, la pietra sanguigna (così chiamata per il suo colore), viene utilizzata fin dai tempi antichi. Le potenzialità di questa pietra rossa le cui sfumature variano dallo scarlatto al cremisi, dal rosso acido ad una tonalità che si avvicina al marrone o al rosso prugna scuro, non hanno mai smesso di affascinare i pittori.

La sanguigna fu una delle tecniche preferite dai maestri del Rinascimento, del Grand Siècle (il XVII) e dell'epoca delle Feste Galanti.

La sanguigna, in virtù della grande varietà delle sue sfumature, verrà apprezzata nel corso del XIX secolo. Tale tecnica incontrò, inoltre, i favori di molti disegnatori. Per gli artisti attratti dal colore, essa è rimasta, per molti versi, il materiale prediletto, ideale per riprodurre il colorito vario del corpo femminile, per l'esaltazione delle forme e delle espressioni. Gli artisti utilizzeranno la sanguigna per i ritratti, gli studi di nudo, i costumi o i paesaggi.

Man mano che, nel corso del XIX secolo, il disegno perde un po' del suo carattere originale di studio, addirittura di esercizio, per acquisire quello di scrittura, l'immaginazione degli artisti si libera da tutti i vecchi vincoli e si permette di affrontare qualsiasi soggetto. La sanguigna si adatterà facilmente alle innovazioni estetiche, scivolando sul foglio a tratti leggeri, puliti.

L'obiettivo di questa mostra-dossier era quello di mostrare l'evoluzione, in Francia, della tecnica della sanguigna, durante il XIX secolo. Il confronto tra un certo numero di artisti "accademici" (Jules-Elie Delaunay, Félix Joseph Barrias, Alexandre Cabanel...) con quelli che si collocano alle origini del disegno moderno (Manet, Renoir, Toulouse-Lautrec, Chavannes, Gustave Moreau, Odilon Redon, Aristide Maillol), ha permesso di capirne le varie tappe.

Commissario della mostra

Arlette Sérullaz, conservatrice generale presso il dipartimento delle Arti grafiche del museo del Louvre.

28 giugno - 25 settembre 1994
Museo d'Orsay

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