Il mistero e lo splendore. Pastelli del museo d'Orsay

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Cosa è il pastello?

Odilon RedonFantasia© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski
Il pastello, comparso nel XV secolo, è una polvere colorata solidificata. Questa tecnica pittorica si basa sull'impiego di bastoncini o cilindretti i quali sono ottenuti modellando un impasto di pigmenti puri in polvere e acqua resa agglutinante da sostanze varie (decotto d'orzo o lino, gomma arabica ecc). La pasta così ottenuta è strizzata in un panno per poi essere tagliata, ancora umida, in sottili cilindretti che sono successivamente asciugati all'aria.
La gamma cromatica, inizialmente limitata ad un numero esiguo di tonalità, si fa via via più consistente fino a registrare, a metà Ottocento, un notevole incremento grazie alla comparsa dei colori sintetici.

Questa tecnica di colorazione a secco richiede un supporto sufficientemente ruvido in grado di trattenere il pastello sulla sua superficie. L'adesione al supporto, tuttavia, è soggetta a deterioramento Per questo motivo, il modo migliore per proteggere il pastello è quello di metterlo sotto vetro, evitando un contatto diretto.
Agli inizi, il pastello serve a conferire lumeggiature di colore ai ritratti su pietra nera, in sanguigna o a punta d'argento. Poco a poco, però, questa tecnica s'impone in quanto tale.
Edouard ManetRitratto di Irma Brunner© RMN (Musée d'Orsay) / Jean-Gilles Berizzi


La moda del pastello è senza dubbio da ascrivere allo straordinario successo dei ritratti della veneziana Rosalba Carriera (1674-1757). Artisti del calibro di Liotard, Perronneau, Chardin conferiscono a questa tecnica la patente di nobiltà, mentre Quentin de La Tour porta il pastello ad un livello di perfezione mai visto prima. In epoca illuminista, aristocratici e borghesi sono colpiti nel vedere la loro immagine raffigurata con notevole verosimiglianza: effetti di materia, resa perfetta dell'incarnato, effetto psicologico, tutti questi elementi sono presenti nel ritratto.

Dall'oblio al rinnovamento

pastel
Edgar DegasPresso la modista© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski
La Rivoluzione francese, che segna una battuta d'arresto nella produzione di opere su commissione da parte di privati e il neoclassicismo di inizio Ottocento, con la passione per le tele eroiche, hanno provvisoriamente la meglio sul pastello. Tuttavia, al termine di questo periodo di eclissi, è proprio la sensibilità di alcuni romantici, tra i quali Delacroix, a sancire il rinnovamento di questa tecnica.

Il pastello, nonostante sia "riscoperto" da alcuni artisti, assai di sovente continua ad essere considerato come un'arte degna soltanto dei "collegi per educande". Per uscire dagli schemi, un'Associazione di pastellisti francesi è costituita nel 1885 con il preciso scopo di organizzare mostre dedicate proprio a questa tecnica. Il pastello torna così in auge: "Gli amanti delle novità lo adulano", sottolinea il critico d'arte Félix Fénéon il quale riscontra anche un incredibile ampliamento dei temi.

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