Van Gogh / Artaud. Il suicidato della società

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Van Gogh il suicidato della società


Man RayAntonin Artaud© Centre Pompidou, MNAM-CCI, dist. RMN-Grand Palais / Jacques Faujour © Man Ray Trust / ADAGP, Paris 2014
Lo spunto per ideare e allestire questa mostra dedicata al grande artista olandese è un saggio di Antonin Artaud (1896-1948) intitolato Van Gogh il suicidato della società.

Sul finire del 1946, Pierre Loeb (1897-1964), fondatore dell’omonima galleria parigina, invitò Artaud a curare la stesura di uno scritto su Van Gogh ritenendo che un intellettuale del suo calibro, afflitto da disturbi psicologici e nervosi così gravi da provocarne il suo internamento per 9 anni in un ospedale psichiatrico, fosse la persona più adatta a parlare di un pittore ritenuto un malato mentale.

Artaud che all’epoca curava la stampa delle sue opere, non fu granché entusiasta del progetto.

 

La pubblicazione di brani tratti dal libro dello psichiatra François-Joachim Beer, Du démon de Van Gogh, in occasione dell’inaugurazione della mostra Vincent Van Gogh al Museo dell’Orangerie di Parigi alla fine di gennaio del 1947, scatenò un feroce dibattito. Artaud contestò il quadro clinico della follia che affliggeva il pittore olandese stilato da Beer e, con un’analisi diametralmente opposta a quella dello psichiatra francese, accusò l’intera società di aver spinto Van Gogh al suicidio mostrandogli indifferenza e impedendogli di rivelare scomode verità.

"Ed è così che Van Gogh è morto suicida, perché l’accordo dell’intera coscienza non ha più potuto sopportarlor".

Vincent van Gogh
 (1853-1890)
 Portrait de l'artiste [Autoritratto]
 1889
 Olio su tela
 Cm 65 x 54,5 
 Parigi, museo d'Orsay, donazione di Paul e Marguerite Gachet, figli del dottor Gachet, 1949
Vincent van GoghAutoritratto© Musée d'Orsay, dist.RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Dopo una breve visita della mostra all’Orangerie, Artaud prese spunto da un catalogo e da due libri illustrati a colori - Vincent van Gogh con un testo di Wilhelm Uhde, pubblicato da Phaidon nel 1936 e Van Gogh di Anne Marie Rosset, pubblicato da P. Tisné 1941 – per immergersi nell’opera del pittore.

Artaud si fece inoltre leggere ad alta voce da Paule Thévenin, che lo aiutava nella stesura di questo scritto, le lettere che Vincent scrisse al fratello Theo. Il testo redatto su un quaderno di scuola in maniera frammentaria, con ripetizioni e in parte composto seguendo l’estro del momento fu dettato tra l’8 febbraio e il 3 marzo 1947 a Paule Thévenin che lo trascrisse.

Il libro fu poi pubblicato alla fine del 1947 dall’editore K éditeur.

 

Partendo dall’analisi e dalle affermazioni dello stesso Artaud, il percorso museale dal carattere inedito si snoda attraverso alcune opere di Van Gogh conosciute da Artaud e riunite in base alle scelte di quest’ultimo.

Il titolo della mostra deriva dal titolo del libro di Antonin Artaud, Van Gogh il suicidato della società, © Editions Gallimard, 1974.

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