Le Chevreuil chassé aux écoutes, printemps

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Gustave Courbet
Le Chevreuil chassé aux écoutes, printemps
1867
huile sur toile
H. 115,5 ; L. 89,0 cm.
Legs Mme veuve Aristide Boucicaut, 1888
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Gustave Courbet
Le Chevreuil chassé aux écoutes, printemps
1867
huile sur toile
H. 115,5 ; L. 89,0 cm.
Legs Mme veuve Aristide Boucicaut, 1888
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Gustave Courbet (1819 - 1877)
Artwork not currently exhibited in the museum

La caccia è una dei passatempi preferiti da Courbet. Essa gli permette di osservare la natura e gli animali selvaggi. Sia in Francia Contea che in Germania, in occasione di un soggiorno nel 1859, l'artista trova l'ispirazione necessaria per la composizione di opere che incontrano subito il favore del pubblico. Difatti, al Salon del 1868 La caccia al capriolo guardingo, primavera è salutata positivamente da tutta la critica. Perfino il caricaturista Gill in Le Salon pour rire esprime per questo quadro e per l'altra opera presentata da Courbet, ovvero Un mendicante di Ornans (Glasgow, Art Gallery and Museum) parole di ammirazione come queste che riportiamo: "in questo brulicare di cose noiose banali e pretenziose [...] il pittore di Ornans mette a sesto il suo colpo e davanti alle sue tele, si respira finalmente aria di novità".
Questo quadro mostra una radura ed un ruscello raffigurati con sfumature chiare, il che non è affatto frequente nell'opera di Courbet. Castagnary, amico e sostenitore del pittore, attira l'attenzione sulla "finezza" della tecnica dell'artista, sulla"trasparenza" del paesaggio: "Esaminate questi campi, lo scorrere delle acque, questo sottobosco così chiaro e leggero, questa profonda e perfetta armonia".
Nell'isolamento drammatico di questo capriolo va forse visto un simbolo: la volontà di Courbet di raffigurare, come spesso capita, l'artista osteggiato dalla società.
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