Exposition au musée

La galleria Vollard, da Cézanne a Picasso

Dal 19 Giugno al 16 Settembre 2007
Paul Gauguin
Paysannes bretonnes, en 1894
Musée d'Orsay
Donation Max et Rosy Kaganovitch, 1973
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
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Ambroise Vollard scopritore dell'avanguardia

Ambroise Vollard scopritore dell'avanguardia

Pablo Picasso-L'Attente (Margot)
Pablo Picasso
L'Attente (Margot), 1901
Barcelone, musée Picasso Barcelona
© Gasull Fotografia © Succession Picasso 2018

Ambroise Vollard (1866-1939), il futuro collezionista di opere d'arte, intorno al 1890 si fa assumere come semplice impiegato presso una piccola galleria d'arte parigina, "L'Union artistique", specializzata nella pittura accademica. Egli è ancora un giovane studente di diritto, privo di contatti e di esperienza nel mondo dell'arte. Tuttavia, egli diventerà molto presto il più grande mercante d'arte contemporaneo della sua generazione. Sarà proprio Vollard a favorire le carriere di Cézanne, Picasso e della maggior parte dei Fauves, sarà proprio lui ad esporre le opere dei nabis, di Redon, di Matisse... Egli si cimenterà altresì nella scrittura ed introdurrà innovazioni nell'edizione delle stampe originali e dei libri di artisti.

Pierre Bonnard-Ambroise Vollard et son chat
Pierre Bonnard
Ambroise Vollard et son chat, 1924
Paris, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris
© Photothèque des musées de la ville de Paris, Pierrain / DR

Queste molteplici attività, hanno reso Vollard una delle figure fondamentali della storia dell'arte moderna ma il lato umano è ancora avvolto nel mistero. Vollard ha pubblicato nel 1936 la sua autobiografia intitolata Memorie di un mercante di quadri ma il suo racconto resta aneddotico e non rivela nessun particolare riguardante la sua vita interiore o alle sue abitudini commerciali. Le origini esotiche di Vollard rafforzano il mistero che circonda la sua persona. Suo padre si era trasferito molto giovane sull'isola della Réunion dove Ambroise Vollard trascorre un'infanzia felice. Le varie testimonianze rilasciate da coloro che lo hanno frequentato ci consegnano l'immagine di un uomo dal fisico imponente. Suarès scrive: "Vedendoselo di fronte, le persone lo avrebbero scambiato per un gigante; ma un gigante fragile". Ogni suo gesto comunicava calma ed equilibrio, la pazienza fu uno dei suoi più grandi pregi nella sua attività di mercante e collezionista d'arte. Al volgere del secolo, Vollard organizza ogni anno una buona decina di mostre e vende quadri ad una clientela internazionale.

Gli esordi

Gli esordi

Pierre Bonnard-Jeune fille assise au lapin
Pierre Bonnard
Jeune fille assise au lapin, 1891
Tokyo, The National Museum of Western Art
© The National Museum of Western Art, Tokyo

Stabilitosi nella capitale francese fin dal 1887, Vollard si mette in proprio nel 1890. Ai piedi della chiesa del Sacro-Cuore, in un modesto appartamento di due stanze che funge anche da domicilio, comincia a vendere disegni e stampe, comprati sul lungosenna, di Félicien Rops, Théophile-Alexandre Steinlen e Constantin Guys. Il giovane Vollard parte da zero tanto che la maggior parte dei quadri impressionisti sono già troppo cari per lui. Vollard lancia concretamente la sua attività comprando, dalla vedova di Manet, una raccolta di disegni e di schizzi a olio del pittore. Egli espone queste acquisizioni nel novembre 1894, l'evento suscita critiche di elogio ma, soprattutto, consente al collezionista di fare la conoscenza di Auguste Renoir e di Edgar Degas dei quali inizia a vendere le opere. Vollard mostra interesse anche per l'opera di giovani artisti dell'avanguardia. Maurice Denis, che aveva incontrato durante la mostra su Manet, gli presenta alcuni nabis: Bonnard, Roussel, Vuillard. Vollard, prima di chiedere a questi artisti di illustrare i libri dei quali sarà l'editore, ottiene alcuni loro quadri. Nel giugno del 1894, la vendita causa decesso del Père Tanguy consente a Vollard di acquistare alcune tele di Cézanne, Gauguin e Van Gogh a prezzi molto bassi, così come le opere di artisti più famosi, tra i quali Pissarro o Guillaumin.

Paul Cézanne-Château noir
Paul Cézanne
Château noir, 1905
Paris, musée Picasso
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / DR

A partire dal settembre 1893, Vollard apre al civico 37, di rue Laffitte, la sua prima vera e propria bottega. Essa e di modeste dimensioni tuttavia, si trova idealmente collocata nel cuore del mercato dell'arte parigina. «In quel periodo, rue Laffitte, era la strada dei quadri, scrive Vollard. Mercanti e collezionisti, frequentano il quartiere per recarsi nella vicinissima casa d'aste di rue Drouot. Pissarro così saluta l'arrivo di Vollard: "Penso proprio che questo piccolo mercante farà affari, costui ama soltanto le opere della nostra scuola o che, per talento, le assomigliano, egli è animato da tanto entusiasmo e s'intende d'arte". L'epoca, d'altronde, è propizia all'apertura di una galleria. Gli anni novanta del XIX secolo sono in effetti caratterizzati dal declino del Salon che, da un secolo, era il luogo ufficiale di esposizione e di vendita dell'arte contemporanea. A partire dal 1895, Vollard prende posizione sul mercato dell'avanguardia esponendo Cézanne, Van Gogh o Gauguin.

Vollard e Cézanne

Vollard e Cézanne

Paul Cézanne-Trois baigneuses
Paul Cézanne
Trois baigneuses, 1879-1882
Paris, Petit Palais, musée des Beaux-Arts de la ville de Paris
© RMN-Grand Palais / Pierrain

La mostra Cézanne del novembre 1895 è senza dubbio un momento fondamentale nella carriera dell'artista, come in quella di Vollard. Quest'ultimo, quando scorge un quadro di Cézanne nella vetrina di Père Tanguy, prova una grandissima emozione: «Fu come se io ricevessi un colpo allo stomaco». Inoltre, le opere di Cézanne avevano il vantaggio di non essere ancora trattate da nessun mercante d'arte. Con questa mostra, Vollard dimostra di saper riconoscere i talenti ancora sconosciuti e rivela il suo anticonformismo. La retrospettiva dedicata a Cézanne suscita reazioni tiepide, fatta eccezione per un resoconto elogiativo di Thadée Natanson pubblicato su La Revue Blanche. Al contrario, per gli artisti e i collezionisti rappresenta una rivelazione. Dopo la retrospettiva del 1895, Cézanne diventa un maestro ammirato e celebrato e Vollard pone le basi per il suo successo futuro. Egli, in effetti, si è assicurato il monopolio delle opere di Cézanne e comincia a costituirsi una rete di collezionisti internazionali.

L'edizione di stampe

Pierre Bonnard-Exposition, Les Peintres-graveurs, galerie Vollard
Pierre Bonnard
Exposition, Les Peintres-graveurs, galerie Vollard, 1896
Paris, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris
© Photothèque des musées de la ville de Paris, Claire Pignol

I guadagni ottenuti grazie alla mostra su Cézanne permettono a Vollard di traslocare, nel maggio 1896, in un locale più spazioso al civico 6 di rue Laffitte. Questo nuovo indirizzo diventerà fino alla Prima Guerra mondiale il centro di gravità del mondo dell'arte parigina. Vollard vi allestisce una serie di mostre di grande rilievo diversificando, nel frattempo, la sua attività. Durante gli anni novanta del XIX secolo e nel corso del primo decennio del XX secolo Vollard avrà un ruolo fondamentale nel rinnovamento della stampa. Nel giugno del 1896, la prima mostra organizzata nella sua nuova galleria è incentrata su Album dei pittori incisori, prima edizione di grande respiro di Vollard. Nel 1897, una mostra di «pittori incisori», accompagna la pubblicazione di L'Album di stampe originali della galleria Vollard. In questo periodo, Pissarro scrive al figlio: "Vollard sta per aprire una tipografia litografica in rue Laffitte. Questo audace creolo è straordinario ; salta da una cosa all'altra con una facilità sorprendente". Gli artisti nabis collaborano a questi due album. Vollard curerà ugualmente la pubblicazione delle raccolte di stampe di Bonnard (Alcuni aspetti della vita parigina, 1895-1899), di Denis (Amore, 1892-1898) e di Vuillard (Paesaggi ed interni, 1899). Oltre queste pubblicazioni, i Nabis hanno diritto nel 1897 e nel 1898 a due mostre collettive, fatto eccezionale per Vollard che predilige le mostre personali.

Vollard e Van Gogh

Vollard e Van Gogh

Vincent van Gogh-Armand Roulin
Vincent van Gogh
Armand Roulin, 1888
Essen, Museum Folkwang
© Museum Folkwang

Vollard aveva organizzato una prima mostra su Van Gogh nel 1895. L'esperienza si era rivelata un fallimento dal punto di vista commerciale. Nel 1896-1897, tuttavia, Vollard presenta nella sua nuova galleria, un'altra retrospettiva, ancor più ampia, del pittore olandese. Il pubblico non aveva mai ancora avuto l'occasione di ammirare così tanti quadri di Van Gogh riuniti in un unico luogo. Anche questa volta, però, il successo non arriva. Da allora, Vollard non cercherà più di promuovere la pittura di Van Gogh. I difficili rapporti con Jo Van Gogh-Bronger, la vedova di Théo, divenuta alla morte di quest'ultimo legataria dei due fratelli, hanno senza dubbio influito su questa decisione. Nelle sue Memorie, Vollard confesserà il suo errore: "mi sbagliavo completamente a proposito di Van Gogh. Pensavo che non avesse futuro e così, mi sono sbarazzato dei suoi quadri per una manciata di spiccioli".

Vollard e Gauguin

I rapporti tra Gauguin e Vollard sono caratterizzati da un'incomprensione reciproca. I due uomini si incontrano per la prima volta a Parigi nel 1893, poco tempo dopo che il pittore è tornato dal suo primo soggiorno a Tahiti. I due, negli anni che seguono, concludono insieme alcuni affari. Ripartito per la Polinesia nel 1895, in un primo tempo Gauguin non vuole che Vollard abbia a che fare con le opere che egli spedisce nella metropoli. Tuttavia, gli intermediari parigini del pittore, non possono ragionevolmente fare a meno di Vollard. È proprio quest'ultimo che, nel 1898, espone svariate opere recenti di Gauguin, tra cui il monumentale Da dove veniamo ? Chi siamo ? Dove andiamo ? (Boston, Museum of Fine-Arts). Malgrado la sua diffidenza, Gauguin, nel 1900, a seguito di gravi difficoltà finanziare, decide di firmare un accordo con Vollard che gli assicura 300 franchi al mese, da avere sulle vendite e un prezzo di acquisto unitario di 200 franchi a quadro. L'esiguità di questo accordo, che riflette bene le difficoltà incontrate da Vollard per trovare acquirenti per i quadri di Gauguin, suscita in quest'ultimo un sentimento di amarezza al punto che costui, cercherà da solo di piazzare sul mercato la sua produzione, ricorrendo ad altri intermediari. Gauguin considera Vollard un "caimano della peggiore specie", mentre quest'ultimo, sorprendentemente, non racconta nulla sui suoi rapporti con Gauguin.

Vollard mercante

Vollard mercante

Le discussioni legate al denaro erano all'ordine del giorno tra gli artisti e il mercante d'arte tanto che Gauguin, non è l'unico a giudicare Vollard come un "approfittatore". Gli ingenti acquisti effettuati da Vollard a prezzi estremamente vantaggiosi hanno contribuito a rafforzare questa immagine. In particolar modo, Picasso, che Vollard ospita nel 1901 nella sua galleria quando il pittore spagnolo era soltanto un giovane sconosciuto di 19 anni, gli rimprovererà di aver comprato le sue opere per una somma irrisoria. Matisse, indubbiamente felice di avere una sua mostra personale, ha la sgradevole sensazione che, nella galleria di rue Laffitte, le tele dei giovani artisti servano solo da alibi: "Nel giorno di un vernissage, senza rispetto alcuno per l'opera dell'artista che esponeva, venivano subito messe fuori le acqueforti di Renoir, di Cézanne e di altri grandi nomi della pittura". Ovviamente, altri descrivono Vollard come un uomo fedele e generoso. Il rapporto di amicizia con Cézanne e con Renoir è messo in luce dal fitto carteggio che Vollard intrattenne con questi due pittori.

Emile Bernard-La moisson
Emile Bernard
La Moisson, en 1888
Musée d'Orsay
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Jean-Gilles Berizzi
Vedi il bando dell'opera

I contratti di esclusiva come quello firmato con Georges Rouault, o ancora l'acquisizione di fondi di bottega, quelli di Cézanne nel 1899, di Emile Bernard nel 1901 o di Picasso nel 1906, consentono a Vollard di accumulare, nel corso degli anni un'ingente quantità di opere. In particolare, Vollard applica quest'ultimo metodo nei confronti dei pittori fauves, le cui composizioni gli piacciono in modo particolare. Nel 1905, Vollard acquista i fondi di bottega di Derain e, l'anno dopo, quelli di Vlaminck.

Egli acquista anche selezionate varietà di opere. In un primo tempo, si assicura i neri en 1893-1894, di Odilon Redon nel 1893-1894, nel 1897 e nel 1899, prima di interessarsi, negli anni a venire, ai disegni, ai pastelli e ai quadri di detto artista. Talvolta, a frenarlo, è l'oggettiva difficoltà nel vendere opere di determinati artisti come nel caso di Rousseau Il Doganiere, o la sua repulsione nei confronti di uno stile, come nel caso dei neoimpressionisti. Vollard, benché abbia acquisito Le Modelle, e altre due o tre opere di Seurat e nonostante abbia addirittura esposto, nel 1902, Maximilien Luce, confessa di non capire affatto il pointillisme, che gli fa pensare a "qualche cosa che assomigliava all'opera di una donna".

Vollard e gli impressionisti

Edgar Degas-Sur le lit
Edgar Degas
Sur le lit, vers 1878-1880
Paris, Musée Picasso
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / DR

Per compensare i rischi corsi con i giovani artisti, Vollard ha cercato di acquisire le opere dei più famosi impressionisti. Spesso, queste acquisizioni sono delle vere e proprie permute effettuate con gli artisti stessi. Nel novembre 1894, ad esempio, Pissarro scambia con Vollard un Effetto di neve, e forse altre opere in cambio di Il Funerale di Manet. Lo stesso Degas, allorquando negli anni novanta del XIX secolo, mette in piedi una collezione eccezionale, scambia le sue creazioni in cambio di opere messe in vendita da Vollard.

Con Renoir, Vollard instaura una profonda amicizia che solo la morte dell'artista nel 1919 interromperà. Quando Renoir, alla fine della sua vita, si ammalerà di artrite, sarà lo stesso Vollard a consigliargli di modellare la cera. Le monografie redatte da Vollard - Paul Cézanne (1914),La Vita e l'opera di Pierre-Auguste Renoir (1919) e Degas 1834-1917 (1924) -, testimoniano l'ammirazione e l'affetto che Vollard nutre per questi pittori.

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Il ritmo delle mostre organizzate da Vollard comincia a rallentare a partire dal 1908. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costringe a chiudere la sua galleria. Dopo la fine del conflitto, Vollard preferisce ricevere i suoi clienti nel suo appartamento al numero 28 di rue de Grammont. Egli dedica già da allora molto tempo alla cura dei libri di artisti, di certo meno redditizi ma che costituiscono la vera passione della sua vita. Egli ne segue attentamente tutte le tappe in stretta collaborazione con l'artista, l'incisore e il tipografo, studiando con cura la scelta della carta e i caratteri di stampa, il tipo di rilegatura e le proporzioni tra testo ed immagine.

Aristide Maillol-Femme assise sur ses talons
Aristide Maillol
Femme assise sur ses talons, vers 1905
Musée d'Orsay
Legs de M. et Mme Raymond Koechlin, 1931
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
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Intorno al 1924, Vollard trasferisce la sua attività di mercante d'arte ed editore in una residenza privata di rue de Martignac, nel Faubourg Saint-Germain. La parte più importante della sua smisurata collezione sta al sicuro, protetta da porte chiuse a chiave. Il 22 luglio 1939, Vollard resta vittima di un incidente stradale mentre si sta recando nella sua proprietà di Le Tremblay-sur-Mauldre. Le esatte circostanze della sua morte restano avvolte nel mistero. Sembra che una lastra di rame o una scultura di Maillol, caduta dal lato posteriore della sua autovettura, possa avergli causato la rottura della nuca. Per una tragica ironia del destino, sarebbe stata proprio un'opera a provocare la morte di Vollard, all'epoca settantatreenne. In seguito, le vicende relative alla dispersione della sua collezione, potrebbero costituire la trama di un romanzo. In assenza di un inventario preciso, l'ampiezza di tale collezione resta incerta. Le stime indicano una cifra compresa tra le cinquemila e le diecimila opere. Alcune di esse sono state rinvenute in possesso di un giovane avventuriero iugoslavo. Altre, invece, o sono state vendute durante la guerra, o sono scomparse.