Exposition au musée

Léon Spilliaert: autoritratti

Dal 06 Marzo al 27 Maggio 2007
Léon Spilliaert
Autoportrait dit "aux masques"
2005, achat, Galerie Derom
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Thierry Le Mage
Léon Spilliaert-Autoportrait au carnet de croquis bleu
Léon Spilliaert
Autoportrait au carnet de croquis bleu, 1907
Anvers, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten
© Anvers, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

Tra il 1899 e il 1900, Léon Spilliaert (1881-1946) segue per alcuni mesi le lezioni dell’accademia di Bruges. Da quasi autodidatta l’artista realizza, dunque, il suo primo autoritratto, datato 2 dicembre 1902. Se questo primo tentativo si rivela di un realismo rigoroso e quasi accademico, i disegni posteriori si mostreranno molto più audaci.

A partire dal settembre 1902, infatti, Spilliaert inizia a realizzare illustrazioni per Edmond Deman, un importante editore di Bruxelles che gli fa scoprire l’opera di Fernand Khnopff, ThéoVan Rysselberghe, George Mine, Félicien Rops, James Ensor, ma anche quella d’artisti francesi come Odilon Redon.

Spilliaert realizza, allora, autoritratti nei quali l’introspezione si rivela più complessa e più penetrante rispetto all’opera del 1902. Questo è proprio il caso di L’Autoritratto detto “con maschere” del 1903. La fisionomia angosciata, con gli occhi persi nell’ombra profonda delle orbite è drammatizzata dalla posa di tre quarti, che lascia nell’indeterminatezza tutta una parte del viso. Questa evoluzione verso l’espressionismo porterà ad interpretazioni dapprima allucinate, poi macabre come in L’Autoritratto allo specchio del 1908.

Léon Spilliaert-Autoportrait au Chevalet
Léon Spilliaert
Autoportrait au Chevalet, 1908
Anvers, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten
© Anvers, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

In una lettera a Paule Deman, figlia d'Edmond, risalente alla fine del 1904, Spilliaert non esita a definire il suo carattere come "inquieto e frenetico". La sofferenza fisica che in seguito sarà all’origine della sua malattia – l’artista sarà colpito da un’ulcera allo stomaco – accentuerà questa predisposizione.

Spilliaert esplora le possibilità dell’autoritratto con molta intensità fino agli anni 1907-1908, periodo decisivo che vede nascere la parte fondamentale di questa produzione. Il tema dello specchio diventa in questo periodo un elemento ricorrente dei suoi autoritratti. Il rapporto di Spilliaert con quest’oggetto creatore d’immagini, proprio come l’artista, oscilla allora costantemente tra attrazione e repulsione.

In seguito, Spilliaert pur trascurando un po’ il tema dell’auto rappresentazione, non l’abbandonerà mai quasi in maniera totale, tanto che vi ritornerà più volte nel corso della sua carriera. La pratica dell’autoritratto è l’essenza della ricerca del pittore che ha così moltiplicato le visioni più insolite e sconcertanti della sua persona.