Exposition au musée

Nel paese dei mostri. Léopold Chauveau (1870-1940)

Dal 10 Marzo al 13 Settembre 2020
Léopold Chauveau
Paysage monstrueux n°55, 1921
Paris, musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau par l'intermédiaire de la SAMO, 2019
© DR / DR

Nel paese dei mostri, Léopold Chauveau (1870-1940)

Nel paese dei mostri, Léopold Chauveau (1870-1940)

Léopold Chauveau-Monstre (Autoportrait ?)
Léopold Chauveau
Monstre (Autoportrait ?), détail, en 1908
Musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau, petit-fils de l'artiste, 2017
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
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La donazione al museo d’Orsay di 526 disegni e 48 sculture da parte del nipote Marc Chauveau ha permesso lo studio e la riscoperta di un artista poco conosciuto e affascinante. Anche se ha esposto più volte, intere parti della sua opera sono rimaste inedite e Léopold Chauveau non ha mai raggiunto la celebrità. Il museo d’Orsay gli rende oggi un tardivo omaggio.
Dottore in medicina, Chauveau ha iniziato la produzione artistica all’età di 35 anni, senza una formazione specifica. È solo dopo i 50 anni che egli abbandona la sua prima professione per diventare un artista e scrittore a pieno titolo. La sua produzione è proteiforme: sculture, disegni, illustrazioni e racconti per bambini, romanzi e in particolare racconti brevi.
La mostra propone un’immersione nella sua creazione, in relazione alle sue fonti di ispirazione e ai suoi contemporanei: nonostante la sua singolarità, la sua opera entra in risonanza con il suo tempo ed è ancora attuale.

Gli esordi artistici del dottor Chauveau

Léopold Chauveau-Marfou
Léopold Chauveau
Marfou, 1911
Paris, musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau, 2016
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / DR

Figlio di un rinomato ricercatore in campo veterinario e medico, Léopold Chauveau nasce nel 1870 a Lione. Sotto lo stimolo del padre, studia medicina a Parigi. Si sposa nel 1897 e ben presto inizia ad esercitare una professione che non apprezza molto.
La famiglia si trasferisce a Versailles nel 1902. Nel suo quartiere vive il pittore e scultore nabis Georges Lacombe, con il quale stringe una solida amicizia. Nel tempo libero, Chauveau inizia a scolpire a taglio diretto il legno, probabilmente seguendo i consigli di Lacombe. Egli abbandona in poco tempo il legno per i materiali malleabili: cera e gesso. Intorno al 1905 inizia a modellare dei mostri, che oggi costituiscono l’essenziale della sua produzione scultorea.
Con ogni probabilità, a causa dell’infelicità e dell’insoddisfazione professionale di Léopold, la famiglia trasloca spesso prima della Prima guerra mondiale, dall’Algeria alla Svizzera passando per la Savoia.

La Grande Guerra

La Grande Guerra

Léopold Chauveau-Monstre
Léopold Chauveau
Monstre, 1919
Collection particulière
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt

Mobilitato il 3 agosto 1914, Chauveau è chirurgo dell’esercito durante la Grande Guerra. In seguito esercita in un ospedale della regione parigina, poi vicino al fronte nelle ambulanze, servizi ospedalieri itineranti che seguono i movimenti di un corpo d’armata, fino a un posto di soccorso sulla linea di guerra e poi al centro ospedaliero di Souilly a sud di Verdun.
Se prova ripugnanza per la pratica della medicina in tempo di pace, Chauveau preferisce la sua attività di chirurgo di guerra, per quanto difficile possa essere: è più a suo agio nel prestare assistenza ai giovani soldati con corpi sani che ai malati della vita quotidiana. Nelle cartoline inviate alla sua famiglia, il "mostro paterno" disegna dei compagni che riflettono il suo stato d’animo: uno di loro disegna "la danza gioiosa del mostro in attesa della sua licenza".
Testimone degli orrori della battaglia, Chauveau attraversa un periodo di lutti familiari con la perdita di due figli, della moglie, del padre e del suo migliore amico Georges Lacombe. Egli evoca questi lutti in La mort a passé e fa un resoconto degli anni di guerra al fianco dei feriti in Derrière la bataille, pubblicato a partire dal 1916.

Etimologie mostruose

Anonyme-Vase zoomorphe : chauve-souris
Anonyme
Vase zoomorphe : chauve-souris, vers 100 avant JC-700 après JC
Paris, Musée du Quai Branly-Jacques Chirac
Don Abel Drouillon, 1883
© musée du quai Branly - Jacques Chirac, photo Claude Germain. © Musée du quai Branly - Jacques Chirac, Dist. RMN-Grand Palais / Claude Germain / Claude Germain

"Tutto ciò che era mostruoso mi piaceva già da bambino. Avevo visto solo i doccioni in forma di demoni e di animali mostruosi di certe cattedrali, qualche mostro cinese e giapponese, e già sentivo che lì c’era un mondo di mio gradimento."
Sappiamo che Chauveau si appassiona molto presto alle sculture fantastiche delle cattedrali e ai mostri dell’Estremo Oriente.
Anche se non le menziona, vengono in mente anche altre fonti, come l’arte precolombiana, le brulicanti incisioni del Rinascimento fiammingo, o le immagini satiriche contemporanee e il simbolismo.
Altrettante produzioni che fanno, volutamente o meno, parte del suo universo visivo, anche se i mostri di Chauveau formano un insieme unico per il loro numero, la loro diversità e il loro carattere toccante, se non addirittura avvincente.

Classici rivisitati

Classici rivisitati

Léopold Chauveau-Fables de la Fontaine / Le rat qui s'est retiré du monde
Léopold Chauveau
Fables de la Fontaine / Le rat qui s'est retiré du monde, 1921
Paris, musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau, 2016
© DR / DR

Numeri gruppi di disegni a china, acquerello e tempera di Chauveau illustrano alcuni classici della letteratura: la Bibbia (1920-1921), le Favole di La Fontaine (1921), il Roman de Renart, fabliau del Medio Evo che egli riscrive e modernizza nel "Roman de Renard" (edizioni del 1928 e 1936).
Illustrando la Bibbia, Chauveau si inserisce in una lunga tradizione iconografica, delle miniature e vetrate medievali fino alle recenti illustrazioni di Gustave Doré et James Tissot, molto popolari a cavallo tra XIX e XX secolo. Si unisce anche all’universo sintetico e colorato dei Nabis, in particolare di Maurice Denis e Charles Filiger, ammiratori della semplicità dei pittori primitivi italiani e delle icone.
Le Favole occupano un posto centrale nella sua opera. Nel suo testo autobiografico "L’enfant qui rêve”, confida: "Il mio La Fontaine è stato l’unico testo scolastico che ho aperto senza essere obbligato a farlo". Da adulto, coltiva questo amore per l’autore, conserva e recita le favole per combattere la malinconia e incoraggia i bambini ad impararle a memoria. Non solo ne illustra più di 70, ma queste favole sono per la sua opera una fonte di ispirazione tanto plastica quanto letteraria che deriva dalla loro forma concisa e suggestiva e si nutre della loro poesia alleata di una filosofia che sperimenta quotidianamente.

Storie per bambini

Storie per bambini

Léopold Chauveau-La maison des monstres, n°57
Léopold Chauveau
La maison des monstres, n°57, 1910
Paris, musée d?RTMOrsay
Don de Marc Chauveau par l'intermédiaire de la Société des amis du musée d'Orsay, 2019
© DR / DR

Verso il 1923, pochi anni dopo la morte per annegamento del figlio maggiore Pierre, e del giovane Renaud per i postumi di un’appendicectomia, Chauveau inizia a scrivere storie per bambini. Segnato da questi drammi, Chauveau non addolcisce la dura realtà: i suoi eroi muoiono e gli annegati sono onnipresenti nei suoi disegni destinati al pubblico adulto.
Contemporaneo dei premi Nobel Rudyard Kipling e Selma Lagerlöf, Chauveau rientra nell’orbita delle loro opere letterarie destinate ai giovani. Colui che si descrive come un "vecchio bambino" nel suo manoscritto autobiografico "L’enfant qui rêve” sviluppa una grande complicità con i suoi giovani lettori e dà loro voce con verosimiglianza e umorismo.

Léopold Chauveau-Les cures merveilleuses du docteur Popotame / Le singe empoisonné n°34
Léopold Chauveau
Les cures merveilleuses du docteur Popotame / Le singe empoisonné n°34, vers 1927
Caen, archives Georges Crès / Institut Mémoires de l?RTMédition contemporaine ?R IMEC."
© Archives Georges Crès / IMEC / DR

Le sue storie per bambini prendono spesso la forma di favole che hanno per protagonisti gli animali. Sono pubblicate a partire dal 1923 con illustrazioni di Pierre Bonnard. Solo nel 1929 Chauveau ripubblica le storie, da quel momento in poi illustrate di sua mano. Le storie incontrano allora l’ammirazione di André Gide e della sua compagna Maria Van Rysselberghe, prima di essere accolte positivamente dalla critica

Il periodo tra le due guerre

Il periodo tra le due guerre

Léopold Chauveau-Paysage monstrueux, n°52
Léopold Chauveau
Paysage monstrueux, n°52, 1933
Paris, musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau par l'intermédiaire de la Société des amis du musée d'Orsay, 2019
© DR

Grazie alla sicurezza materiale portata dalle sue seconde nozze con Madeleine Lamy, infermiera, Chauveau può infine abbandonare la medicina per dedicarsi alla scrittura e all’illustrazione negli anni Venti del XX secolo.
Un suo amico d’infanzia, il professore e giornalista Paul Desjardins, lo invita ai suoi incontri letterari, le Décades de Pontigny.
Da questi scambi tra i più grandi intellettuali europei nascono amicizie sincere e durature con André Gide, André Malraux e Roger Martin du Gard. Con Monsieur Lyonnet (1930) e Pauline Grospain (1932), Chauveau diventa uno dei protagonisti del romanzo populista, un nuovo genere letterario promosso da Martin du Gard.
A Pontigny fa anche la conoscenza dei fondatori della Nouvelle revue française, la futura casa editrice Gallimard, che pubblica due dei suoi romanzi.
Anche se ha ottenuto un certo riconoscimento per la sua opera letteraria e i suoi racconti per bambini, la sua produzione nel disegno e nella scultura rimane poco conosciuta. Chauveau abbandona quindi la scultura e si dedica alla serie di coloratissimi Paesaggi mostruosi che rivelano una straordinaria padronanza della pittura a tempera e ad acquerello per un autodidatta.

Un artista impegnato

Léopold Chauveau-Histoire du gros arbre qui mangeait les petits enfants, n°7
Léopold Chauveau
Histoire du gros arbre qui mangeait les petits enfants, n°7, vers 1932
Collection particulière
© DR

Antimilitarista, disgustato dagli estremismi e dall’ascesa del fascismo, Chauveau osserva il suo tempo con uno sguardo acuto e distante.
Vicino a idee comuniste, rinuncia ad aderire al Partito comunista francese per mantenere la sua libertà d’azione.
Si impegna però nelle lotte intellettuali del momento, con la firma della risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti pubblicato nel 1935 e la denuncia del colonialismo.
Alla fine degli anni ’30, Chauveau, che soffre di problemi ai reni, si lascia vincere dal pessimismo man mano che le sue forze diminuiscono.
Rompe definitivamente con il comunismo dopo la firma del Patto tedesco-sovietico di non aggressione nell’agosto 1939. Alla dichiarazione di guerra, per ingannare la sua inquietudine e vincere la noia, scrive il suo diario.
Dice di sentirsi abbandonato dall’ispirazione, capace solo di scrivere brevi testi intitolati "Cartes postales” [Cartoline]; eppure non smette mai di disegnare Paesaggi mostruosi fino ai suoi ultimi giorni.

Affinità elettive

Affinità elettive

Claude Ponti-Mouha, illustration originale pour la p. 38
Claude Ponti
Mouha, illustration originale pour la p. 38, 2019
Paris, collection de l'artiste
© Image avec l'aimable autorisation de l'Ecole des loisirs

Chauveau fa parte della famiglia di autori per bambini irriverenti che non inculcano una morale o addolciscono il mondo, ma portano incanto attraverso le loro parole e i loro disegni.
Con uno spirito simile, Tomi Ungererer e Maurice Sendak hanno creato libri che sono diventati dei classici della letteratura per ragazzi.
Roland Topor è l’unico illustratore conosciuto che avrebbe affermato la sua ammirazione per Chauveau, all’epoca ampiamente dimenticato: entrambi gli artisti condividono lo humour nero e il disegno "al ritmo dei battiti del cuore".

Claude Ponti-Mouha, illustration originale pour la p. 39
Claude Ponti
Mouha, illustration originale pour la p. 39, 2019
Paris, collection de l'artiste
© Image avec l'aimable autorisation de l'Ecole des loisirs

Anche se la maggior parte di loro non conosceva Chauveau, gli illustratori contemporanei esposti presentano delle affinità elettive con lui.
Con il suo tratto e i suoi colori elaborati, Claude Ponti crea un universo dove gli esseri mostruosi e linguaggio si liberano dalle norme e Grégoire Solotareff si ispira ai racconti tradizionali per creare un mondo di humour nero pieno di mostri simpatici.
Il grafismo di Anthony Browne condivide con Chauveau la precisione e la poesia. Gli strumenti preferiti di Dorothée de Monfreid sono l’acquerello e lo humour nero.
Bertrand Dezoteux, creatore di film d’animazione, incontra Chauveau tramite Topor e Bosch nel suo universo di esseri indeterminati, in metamorfosi.

Gli allievi di Les Gobelins-Ecole de l’image... davanti a Chauveau

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Léopold Chauveau-Le Bouffon Babriot, n°24/62
Léopold Chauveau
Le Bouffon Babriot, n°24/62, vers 1931-1933
Paris, musée d'Orsay
Don de Marc Chauveau par l'intermédiaire de la Société des amis du musée d'Orsay, 2019
© DR

In occasione della mostra, il museo d’Orsay e Les Gobelins-Ecole de l’image hanno stretto una partnership pedagogica.
La classe degli studenti del primo anno di motion design è stata invitata a realizzare un film d’animazione della durata massima di un minuto basato sulla loro interpretazione delle sculture di Chauveau, dei Paesaggi mostruosi e della storia del Buffone Babriot. Su Internet sono disponibili delle versioni sonorizzate.

Cronologia

Cronologia

Portrait de Léopold Chauveau
Portrait de Léopold Chauveau
© DR

19 febbraio 1870

Léopold Chauveau nasce a Lione.

1894

Dopo aver studiato medicina per compiacere il padre, Léopold diventa medico all’età di 24 anni e lavora in un ospedale parigino.

1897

A 27 anni, sposa Renée.

1899

A 29 anni, diventa padre per la prima volta: nasce il figlio Pierre. Il figlio Michel nascerà due anni dopo, nel 1901.

1902 - 1905

All’età di 30 anni, Léopold inizia a scolpire i suoi primi mostri. Fa la conoscenza di Georges Lacombe, pittore e scultore che diventa suo amico.

1906

Ha 36 anni quando nasce il suo terzo figlio, Renaud.

1910

All’età di 40 anni, Léopold lascia Samoëns in Alta Savoia per stabilirsi in Svizzera e comincia a disegnare a china i suoi primi mostri.

1912

All’età di 42 anni diventa padre per la quarta volta con la nascita del figlio Olivier.

1914

Léopold ha 44 anni quando scoppia la Prima guerra mondiale. Parte per il fronte in veste di medico-chirurgo.

1915, poi 1918

Durante la guerra, Leopold perde il figlio maggiore Pierre, la moglie Renée e il terzo figlio Renaud.

1921 - 1923

A 50 anni, Leopold decide di smettere di esercitare la professione di medico. Si trasferisce a Parigi per dedicarsi al disegno e alla scrittura di storie per bambini.

1924 - 1939

A 53 anni si risposa con l’infermiera Madeleine. Vivono a Parigi nel 14° arrondissement. Fino alla fine della sua vita Léopold disegna diverse serie di Paesaggi mostruosi ad acquerello e a tempera e continua a pubblicare libri per bambini e adulti.

Léopold ha quasi 70 anni quando inizia la Seconda guerra mondiale. Lascia Parigi per trasferirsi nell’Orne presso un suo amico, lo scrittore Roger Martin du Gard. Molto indebolito, muore al suo arrivo il 17 giugno 1940.