Exposition au musée

New York e l'arte moderna. Alfred Stieglitz ed il suo cerchio (1905-1930)

Dal 19 Ottobre 2004 al 16 Gennaio 2005
Alfred Stieglitz
The City of Ambition
Musée d'Orsay
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
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Adolphe de Meyer-Portrait d'Alfred Stieglitz
Adolphe de (baron) Meyer
Portrait d'Alfred Stieglitz, vers 1918
Musée d'Orsay
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
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Figlio di immigrati tedeschi, Stieglitz è nato nel 1864 e trascorre la sua infanzia a New York dove i suoi genitori possiedono una casa. Nel 1882, il padre decide di vendere l'avviata azienda di confezioni da lui stesso fondata per trasferirsi con la famiglia in Europa, più precisamente a Berlino, città in cui l'artista prosegue i suoi studi di ingegneria e dove, nel 1883, si appassiona alla fotografia.
Dotato di una grande determinazione e fanatico della perfezione, Stieglitz non lascia nulla di intentato, arrivando addirittura a seguire lezioni di chimica pur di apprendere tutti i più reconditi segreti di questa nuova tecnica.
Stieglitz diventa allora un esponente di spicco del movimento pittorialista, nato in Inghilterra negli anni ottanta del XIX secolo e che proclama il carattere artistico della fotografia. Nell'ambito del pittorialismo, si distinguono due principali correnti. La prima, difende un tipo di fotografia che imita la pittura e l'incisione tramite manipolazioni dell'immagine o con la scelta di temi fantastici o mitologici. La seconda, invece, sostiene con forza una versione naturalistica della fotografia.
Stieglitz aderisce proprio a questo secondo orientamento. L'artista fissa solidamente i suoi soggetti nella realtà, poiché, a suo dire, il carattere artistico risiede nello sguardo che l'operatore rivolge al mondo.
In Europa Stieglitz fa pubblicare articoli, partecipa a concorsi, espone e riceve numerosi premi. Nel 1890, quando torna a vivere a New York, egli è oramai una personalità di rilievo del pittorialismo e, grazie all'esperienza acquisita, diventa nel volgere di poco tempo una delle figure più influenti della vita culturale newyorkese.

Alfred Stieglitz-Springs Showers
Alfred Stieglitz
Springs Showers, 1900-1901
Chicago, Art Institute, Collection Alfred Stieglitz
© Art Institute of Chicago

Tornato a New York, Stieglitz realizza numerose vedute della città. Per perfezionare la messa a fuoco, l'artista ingrandisce e rinquadra un internegativo e, per la stampa, utilizza una carta a grana grossa, secondo un procedimento caro all'estetica pittorialista.
Nel 1896, egli partecipa alla fondazione del Camera Club di New York prima di assumere, l'anno dopo, la direzione di Camera Notes, organo ufficiale del Camera club.
Nel 1902 Stieglitz fonda il gruppo Photo-Secession, al quale aderiscono anche Clarence White, Gertrude Käsebier e Edward Steichen, tre dei maggiori fotografi pittorialisti statunitensi. Photo-Secession si ispira al modello della secessione di Monaco e a quella viennese.
L'obiettivo che questo gruppo si prefigge di diffondere è la conoscenza e lo sviluppo della fotografia pittorialista, la messa in contatto dei tanti Americani che si dedicano o si interessano alle arti, l'organizzazione di mostre che non siano necessariamente riservate agli esponenti di Photo-Secession.
Nel 1903 viene pubblicato il primo numero di Camera Work, prestigiosa rivista creata da Stieglitz per assicurare la diffusione delle opere del gruppo. La caratteristica di Camera Work è l'apertura alle altre forme di arte come la letteratura, la musica, le arti plastiche contemporanee e l'estrema attenzione riservata alla qualità delle riproduzioni, realizzate tramite la fotoincisione.Camera Work si rivolge deliberatamente alle avanguardie europee.
Nel 1905, vengono aperte a New York The Little Galleries of Photo-Secession che si affermeranno presto, presso gli intellettuali e gli artisti, come veri e propri laboratori dell'arte moderna.

Auguste Rodin-Enfer
Auguste Rodin
Enfer, vers 1900-1908
Paris, Collection André Bromberg
© Collection André Bromberg, Paris, 2004

Il piccolo spazio espositivo occupato dalle Little Galleries of Photo-Secession, subito ribattezzate con il nome di "291" che si riferisce al numero dell'immobile che le ospita sulla 5a strada, s'impone come uno dei principali circoli culturali in una New York in pieno cambiamento. A poco a poco, questa grande metropoli, si afferma come la culla dell'arte moderna americana e diventa un polo di attrazione per gli artisti europei.
L'orientamento della galleria, che ha cominciato esponendo fotografie, subisce un'evoluzione sin dal 1908. Nel mese di gennaio, Stieglitz espone dei disegni di Rodin: possenti studi di figure nude che non passano inosservate. I visitatori dello spazio espositivo "291" hanno inoltre la possibilità di scoprire Matisse, che Stieglitz, dopo tre mostre, riesce a far apprezzare anche a New York, o perfino Cézanne, il cui influsso è notevole presso i giovani pittori americani le cui opere sono altresì esposte da Stieglitz.

Henri Matisse-Nu dans les bois
Henri Matisse
Nu dans les bois, 1906
Brooklyn, Museum of Art
Don de George F. Of
© Sucession H. Matisse, 2004

In questo periodo, Steichen esercita un ruolo preponderante nell'attività della galleria "291". Difatti, è proprio grazie alla presenza di quest'ultimo in Francia, nel periodo compreso tra il 1908 fino alla guerra, e alla sua attività di consigliere e di impresario che, tra le avanguardie europee e la "291" si instaurano proficui contatti. Steichen ottiene in prestito le opere necessarie per l'allestimento di mostre.
Quelle programmate tra il 1908 e il 1910 riflettono la convinzione, sia di Stieglitz che di Steichen, della necessità di alternare l'avanguardia con opere più classiche, la fotografia con le altre arti. Questo innovativo confronto interdisciplinare rimette in discussione la gerarchia stabilita e sancisce la parità tra la fotografia e le arti tradizionali.
Lo spazio espositivo "291" assolve allora, nel vero senso della parola, il ruolo di laboratorio auspicato da Stieglitz. Le mostre permettono di avviare un dibattito sulle nuove strade che l'arte deve imboccare. In questo modo, l'idea che la fotografia non deve cercare di imitare la pittura ma trovare la sua specifica identità, è discussa dagli artisti e dai critici che fanno capo al centro "291".

Alfred Stieglitz -The Steerage
Alfred Stieglitz
The Steerage, en 1915
Musée d'Orsay
Don de la Georgia O'Keeffe Foudation, 2003
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
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Nel 1910, Stieglitz organizza presso l'Albright Art Gallery di Buffalo un'importante mostra internazionale dedicata al pittorialismo. Essa ottiene un enorme successo tanto che, molti musei acquistano, nel corso della stessa, opere realizzate dagli artisti di Photo-Secession.
Stieglitz vede così finalmente premiata la sua battaglia per il riconoscimento artistico della fotografia.
Non tutti, però, gradiscono la posizione predominante di Stieglitz. Molti fotografi di spicco, tra i quali Clarence White, Alvin Langdon Coburn o Gertrude Käsebier abbandonano Photo-Secession.
L'arte di avanguardia svolge un ruolo di catalizzatore per Stieglitz. In The Steerage [Il ponte di terza classe], celebre immagine scattata nel 1907 ma alla quale l'autore mostra interesse soltanto a partire dal 1910, Stieglitz fissa per sempre la vista di un piroscafo affollato di persone delle classi popolari. L'immagine non è rinquadrata. Diversi elementi della scena, una ciminiera inclinata, una scala ed una passerella, strutturano l'immagine attorno alla macchia di luce formata dalla paglietta bianca di uno dei passeggeri.
Quando nel 1914The Steerage viene mostrata a Picasso, il pittore spagnolo afferma che Stieglitz "ha compreso il vero significato della fotografia.
L'artista si dedica oramai ad una fotografia "diretta" (straight photography). Dopo la prima guerra mondiale, molti fotografi americani adottano lo stesso procedimento. Questo è proprio il caso di Edward Steichen, Charles Sheeler o Paul Strand e, in seguito, di Edward Weston.
Talvolta descritto come una persona impassibile, Stieglitz prosegue imperturbabile la pratica della fotografia e la sua militanza artistica.

Francis Picabia-New York
Francis Picabia
New York, 1913
Paris, Centre Pompidou, musée national d'Art moderne
© MNAM

Nei mesi di febbraio - marzo 1913, si svolge a New York l'Armory show, una grande fiera di arte contemporanea che non ha nulla a che vedere con l'approccio di Stieglitz. Si tratta di un avvenimento di ampia portata, apertamente commerciale ma in cui la fotografia è assente. Proprio in quello stesso periodo, Stieglitz espone le sue fotografie alla galleria "291". In un secondo momento, l'artista espone anche alcune opere di Picabia, l'unico pittore francese venuto a presentare i suoi lavori all'Armory Show. Quelle in mostra, sono composizioni astratte che gli sono ispirate da New York.
Dopo l'Armory Show, il mercato dell'arte moderna si sviluppa enormemente negli Stati Uniti.
Le spese d'importazione delle opere diminuiscono e le gallerie si moltiplicano.
Stieglitz si interroga sul posto che oramai gli appartiene e sul ruolo che gli resta ancora da esercitare. Questo segna l'inizio di una seconda stagione per la galleria "291".

Pablo Picasso-Tête de femme
Pablo Picasso
Tête de femme, 1909
New York, Metropolitan Museum of Art
© Succession Picasso, 2004 - photo Metropolitan Museum of Art

Edward Steichen partecipa all'organizzazione della mostra dedicata a Brancusi nel 1914.
Invece, la mostra sull'arte africana del 1914 e quella su Picasso-Braque del 1914-1915 sono organizzate da Marius De Zayas, un disegnatore messicano che ha esposto le sue caricature alla "291" sin dal 1909. Stieglitz si affida altresì ai consigli di Paul Haviland, un giovane industriale francese, Agnes Meyer, una giornalista e a quelli di Francis Picabia. Questi tre collaboratori desiderano imprimere un nuovo sviluppo alla galleria e rimproverano a Stieglitz un certo immobilismo.
Per dare una nuova vitalità alla "291", essi propongono di creare una nuova rivista e di aprire una seconda galleria, concepita come la succursale commerciale della "291". Entrambi i progetti sono approvati da Stieglitz.
Ispirata al periodico diretto da Apollinaire Soirées de Paris e finanziata da Stieglitz, la rivista 291 è pubblicata dal marzo del 1915 al febbraio del 1916. In questo lasso di tempo, tale rivista prende il posto di Camera Work ma differisce radicalmente da quest'ultima per la sua estetica e per il suo tono satirico.
Il 7 ottobre 1915 viene aperta la Modern Gallery, gestita da De Zayas, che organizza importanti mostre, sul cubismo in particolare. Essa, tuttavia, chiude nel 1918.
Malgrado le difficoltà finanziarie, Stieglitz riesce a mantenere la "291" in attività fino alla primavera del 1917.

Georgia O'Keeffe-Orange and Red Streak
Georgia O'Keeffe
Orange and Red Streak, 1919
Philadelphie, Philadelphia Museum of Art
© photo Philadelphia Museum of Art

Qualche settimana prima della chiusura della galleria "291", nel maggio 1917, Stieglitz dimostra che è ancora molto vivo in lui un grande spirito di provocazione. Egli espone, infatti, Fountain di Marcel Duchamp, un vespasiano, presentato senza il nome dell'autore. L'opera è stata da poco rifiutata alla mostra della Society of Independent Artists di cui Duchamp è uno dei fondatori. A partire da questo momento, e in misura maggiore dopo la guerra, Stieglitz decide di sostenere gli artisti americani, in particolare Paul Strand e la giovane pittrice Georgia O'Keeffe con la quale intrattiene, sin dal 1918, una relazione amorosa.
Tuttavia, lo scoppio della prima guerra mondiale è fatale per la galleria "291".
Stieglitz deve fare fronte a problemi di rifornimento e non può più contare sull'appoggio finanziario di sua moglie che vede dissolversi, proprio a causa del conflitto, una fetta cospicua del suo patrimonio. L'ultima mostra è dedicata a Georgia O'Keeffe.
La pubblicazione di Camera Work cessa in quello stesso anno e il gruppo Photo-Secession, già decimato dal 1910, finisce col disgregarsi.

Arthur Dove-Rain
Arthur Dove
Rain, 1924
Washington, National Gallery
© DR - photo National Gallery of Arts, Washington

In questo periodo, il cosiddetto "circolo di Stieglitz", ovvero gli artisti che gravitano attorno all'artista e ai quali quest'ultimo dà tutto il proprio sostegno, subisce una vera e propria trasformazione ed è meno aperto al mondo esterno. Il nuovo circolo è costituito da alcuni scrittori e da un ristretto gruppo di artisti, esclusivamente americani, che avevano già esposto alla galleria "291". Stieglitz li chiama i "sei più x", ovvero l'artista stesso, Arthur Dove, Marsden Hartley, John Marin, Paul Strand e Georgia O'Keeffe. Il settimo membro è una personalità che varia ma, il più delle volte, si tratta di Charles Demuth. Gli obiettivi che il gruppo si prefigge sono di tipo estetico e morale: i "sei più x" si battono per far emergere un'arte puramente americana, liberata dagli influssi europei e, nello stesso tempo, lottano contro lo spirito puritano e materialista che minaccia il loro paese.

Alfred Stieglitz-Georgia O'Keeffe, Torso
Alfred Stieglitz
Georgia O'Keeffe, Torso, 1918
Los Angeles, J. Paul Getty Museum
© photo J. Paul Getty Museum

Per promuovere le opere degli artisti appartenenti a questo nuovo circolo, Stieglitz riprende la sua attività di gallerista. Inizialmente occupa uno spazio alle Gallerie Anderson (1921-1925) poi apre The Intimate Gallery (1925-1929) e, infine, An American Place (1929-1946).
Stieglitz espone altresì le sue fotografie. Il rapporto con Georgia O'Keeffe alimenta in Stieglitz nuove fonti di ispirazione tanto che la sua arte conosce, dopo la guerra, un vero e proprio rinnovamento. Tra il 1918 e il 1937, egli esegue un ritratto analitico della O'Keeffe. Il viso e le diverse parti del corpo della sua compagna sono passate minutamente in rivista in una libera espressione del desiderio. L'approccio è del tutto originale per la sua forma, un susseguirsi di primi piani, e per l'erotismo che si sprigiona da quest'opera.
In seguito, l'arte di Stieglitz acquista sempre maggiore intimità. Nel parco della sua tenuta di famiglia di Lake George, l'artista riscopre la natura che fotografa per frammenti. In un secondo momento, Stieglitz inizia a riprendere una serie di nuvole intitolata >Equivalente. L'artista, infatti, desidera mostrare un "equivalente esterno di ciò che ha già preso forma in me".
A partire dal 1927, i grattacieli di New York gli suggeriscono il soggetto di una nuova serie. L'artista realizza riprese dalla sua camera dell'Hotel Shelton che, all'epoca, era l'edificio più alto della città, e dalle finestre della galleria An American Place. La città che il movimento pittorialista ha contribuito a rendere più vivace, lascia allora il posto ad un universo urbano geometrico, glaciale e disumano.

Alfred Stieglitz-Equivalent
Alfred Stieglitz
Equivalent, en 1925
Musée d'Orsay
Don de la Georgia O'Keeffe Foundation, 2003
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
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Nel 1937, prima di dire definitivamente addio alla fotografia a causa delle sue precarie condizioni di salute, Stieglitz firma ciò che rappresenta, assieme agliEquivalenti, un vero e proprio testamento spirituale. Le sue ultime immagini sono quelle degli alberi di Lake George. L'artista celebra la primavera e, fotografando i vecchi pioppi in procinto di seccarsi, si interroga su se stesso.
Dopo la prima guerra mondiale, la diffusione dei lavori di Stieglitz è molto limitata. Il fotografo espone con regolarità ma preferisce limitare le pubblicazioni nelle riviste.
Quando Stieglitz scompare nel 1946, alcune sue fotografie sono già entrate, da una ventina di anni, nelle collezioni del Museum of Fine Arts di Boston, al Metropolitan Museum e al Museum of Modern Art di New York.
La sua battaglia per il riconoscimento artistico della fotografia può dirsi vinta.
L'intelligenza e la mancanza di pregiudizi grazie alle quali egli si è interessato in ugual misura alle differenti forme d'arte, pittura, scultura, fotografia, lo rendono un precursore nonché uno dei principali fautori della nascita dell'arte moderna negli Stati Uniti.