Exposition contemporaine

Peter Doig

Reflets du siècle

Dal 17 Ottobre 2023 al 21 Gennaio 2024
Peter Doig
Two Trees, 2017
The Metropolitan Museum of Art, New York
© Peter Doig. All Rights Reserved, DACS/ ADAGP, Paris 2023 / Mark Woods

Peter Doig. Riflessi del secolo

Figura di spicco della rinascita della pittura figurativa, Peter Doig (nato a Edimburgo nel 1959) ha consegnato al XXI secolo alcune delle sue nuove icone. Le sue figure solitarie, i suoi paesaggi eterei, le sue scene notturne avvolte da luci irreali riflettono questioni della modernità irrisolte da un secolo, suggerendo al contempo un nuovo linguaggio visivo adattato alla singolarità dell'esistenza contemporanea.

Per questa mostra, il museo d'Orsay e Peter Doig hanno riunito, in una delle sale a cupola emblematiche del museo, una selezione di grandi tele realizzate negli ultimi vent'anni che l'artista ha trascorso sull'isola caraibica di Trinidad. Ognuna di queste tele attinge alla tradizione della pittura per inventare nuove composizioni tanto strane quanto apparentemente incredibili.

In uno spazio adiacente, Peter Doig ha accettato l'invito del museo di progettare una mostra di tutte le opere della collezione per offrirne la sua visione concentrata. Ignorando le consuete norme di letture e categorizzazioni cronologiche, questa selezione, che solo un artista della sua levatura poteva immaginare, trasforma la visione che lo spettatore ha delle collezioni per tornare all'essenza stessa del nostro rapporto emotivo con le opere.

Introduzione

Un aspetto fondamentale della pratica artistica di Peter Doig è il modo in cui contempla la storia della pittura e le relazioni intime che ha stretto con i maestri che lo hanno preceduto: i pittori romantici, i post-impressionisti e i fautori della tradizione colorista.

Come i suoi predecessori del XIX e dell’inizio del XX secolo, Peter Doig trae la sua ispirazione dalla sua vita quotidiana. I suoi soggetti provengono dal suo ambiente immediato: la vista dalla finestra del suo studio, un passante, le scene viste durante il suo tragitto quotidiano verso Porto di Spagna (Trinidad e Tobago), la sua moglie o i suoi figli. Peter Doig ricostruisce questi luoghi e momenti dalla sua memoria e dalle istantanee scattate dal vivo con il suo cellulare. Con questo approccio personale, l'artista si interroga sul modo in cui i suoi incontri si prolungano dentro di lui. Attraverso questa ricerca malinconica, si interroga su come lo scorrere del tempo trasforma un evento, una situazione o un momento, in un soggetto.

Sale 57 e 60

Nelle sale 57 e 60, il pittore Peter Doig presenta, su invito del museo d'Orsay, la sua visione delle collezioni. È con una profonda umiltà e una grande metodicità che l'artista ha fatto la sua selezione, dato che la sua passione per la storia della pittura e l'eredità del modernismo è fondamentale nella sua pratica artistica.

Peter Doig si interessa al modo in cui gli eventi della vita reale lasciano il loro segno nel tempo e trascendono il loro stato materiale. Così facendo, perpetua una tradizione sviluppatasi nel XIX secolo, nella quale gli artisti tralasciavano un principio di rappresentazione fedele a favore di un'interpretazione sensibile della realtà.

Compiendo questa selezione, la natura è diventata rapidamente un punto focale per Peter Doig: è sempre stato un soggetto emblematico per gli artisti. L'artista ha allestito qui opere nelle quali discerne una tensione tra l'ordinario e l'ignoto del mondo. Percepisce che questa tensione alimenta alcuni degli istinti primordiali dell'umanità, come la paura, l'amore e la violenza. Ognuno di essi spinge l'uomo a lasciare il suo segno nel mondo, una reazione spesso amara al richiamo che la natura ci supera. L'umanità contrattacca a modo suo per costringere la natura a tenere conto della sua presenza. Per Peter Doig, questa dura realtà è allo stesso tempo dolorosa e bella.