Exposition au musée

Van Gogh / Artaud. Il suicidato della società

Dal 11 Marzo al 06 Luglio 2014
Vincent van Gogh
Portrait de l'artiste au chevalet, Paris, décembre 1887-février 1888
Amsterdam, Van Gogh Museum (Fondation Vincent van Gogh)
© Amsterdam, Van Gogh Museum (Fondation Vincent van Gogh) / DR

Van Gogh il suicidato della società

Man Ray-Antonin Artaud
Man Ray
Antonin Artaud, 1926
Paris, Centre Pompidou, Musée national d'Art Moderne / Centre de création industrielle
© Man Ray Trust / ADAGP, Paris © Centre Pompidou, MNAM-CCI, dist. RMN-Grand Palais / Jacques Faujour / Patrice Schmidt

Lo spunto per ideare e allestire questa mostra dedicata al grande artista olandese è un saggio di Antonin Artaud (1896-1948) intitolato Van Gogh il suicidato della società.

Sul finire del 1946, Pierre Loeb (1897-1964), fondatore dell’omonima galleria parigina, invitò Artaud a curare la stesura di uno scritto su Van Gogh ritenendo che un intellettuale del suo calibro, afflitto da disturbi psicologici e nervosi così gravi da provocarne il suo internamento per 9 anni in un ospedale psichiatrico, fosse la persona più adatta a parlare di un pittore ritenuto un malato mentale.

Artaud che all’epoca curava la stampa delle sue opere, non fu granché entusiasta del progetto.

La pubblicazione di brani tratti dal libro dello psichiatra François-Joachim Beer, Du démon de Van Gogh, in occasione dell’inaugurazione della mostra Vincent Van Gogh al Museo dell’Orangerie di Parigi alla fine di gennaio del 1947, scatenò un feroce dibattito. Artaud contestò il quadro clinico della follia che affliggeva il pittore olandese stilato da Beer e, con un’analisi diametralmente opposta a quella dello psichiatra francese, accusò l’intera società di aver spinto Van Gogh al suicidio mostrandogli indifferenza e impedendogli di rivelare scomode verità.

"Ed è così che Van Gogh è morto suicida, perché l’accordo dell’intera coscienza non ha più potuto sopportarlor".

Vincent van Gogh-Portrait de l'artiste
Vincent Van Gogh
Portrait de l'artiste (détail), en 1889
Musée d'Orsay
Don de Paul et Marguerite Gachet, enfants du docteur Gachet, 1949
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

Dopo una breve visita della mostra all’Orangerie, Artaud prese spunto da un catalogo e da due libri illustrati a colori - Vincent van Gogh con un testo di Wilhelm Uhde, pubblicato da Phaidon nel 1936 e Van Gogh di Anne Marie Rosset, pubblicato da P. Tisné 1941 – per immergersi nell’opera del pittore.

Artaud si fece inoltre leggere ad alta voce da Paule Thévenin, che lo aiutava nella stesura di questo scritto, le lettere che Vincent scrisse al fratello Theo. Il testo redatto su un quaderno di scuola in maniera frammentaria, con ripetizioni e in parte composto seguendo l’estro del momento fu dettato tra l’8 febbraio e il 3 marzo 1947 a Paule Thévenin che lo trascrisse.

Il libro fu poi pubblicato alla fine del 1947 dall’editore K éditeur.

Partendo dall’analisi e dalle affermazioni dello stesso Artaud, il percorso museale dal carattere inedito si snoda attraverso alcune opere di Van Gogh conosciute da Artaud e riunite in base alle scelte di quest’ultimo.
Il titolo della mostra deriva dal titolo del libro di Antonin Artaud, Van Gogh il suicidato della società, © Editions Gallimard, 1974.

Una terribile sensibilità

Vincent van Gogh-Portrait de l'artiste, Saint-Rémy-de-Provence
Vincent van Gogh
Portrait de l'artiste, Saint-Rémy-de-Provence, août-septembre 1889
Washington, The National Gallery of Art
Collection de M. et Mme John Hay Whitney
© Courtesy National Gallery of Art, Washington

"Un pazzo Van Gogh?
Che colui il quale ha saputo un giorno guardare una faccia umana guardi l’autoritratto di Van Gogh [...].
Dipinta da un Van Gogh più che lucido, questa faccia di beccaio dal pelo rossiccio, che ci ispeziona e ci spia, che ci scruta anzi con occhio truce.
Non conosco un solo psichiatra in grado di scrutare il volto di un uomo con una forza tanto schiacciante e dissecarne quasi con un trinciante l’irrefragabile psicologia". Luce sul dramma

Vincent van Gogh-Le fauteuil de Gauguin
Vincent van Gogh
Le fauteuil de Gauguin, 1888
Amsterdam, musée Van Gogh
© Van Gogh Museum Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)

"Un portacandela su una sedia, una poltrona di paglia intrecciata,
con sopra un libro,
ecco risolto il dramma.
Chi entrerà?
Sarà Gauguin o un altro fantasma?"

Il dramma che covava tra Van Gogh e Gauguin è percepibile in questo ritratto metaforico dell’amico che l’ha raggiunto ad Arles il 23 ottobre 1888. Secondo quanto riferisce Gauguin, unico testimone del drammatico evento, nel corso di una crisi notturna di ottenebramento mentale verificatasi un mese dopo il suo arrivo, Van Gogh lo minacciò con un rasoio per poi tagliarsi il lobo dell’orecchio sinistro, che regalò a una prostituta. "L’atmosfera tra noi era diventata incandescente", ammise lo stesso Gauguin in seguito.

L'ombra viola che invade la poltrona rappresentava per Artaud la linea di confine tra le due personalità diametralmente opposte.

Lo stregone

Vincent van Gogh-Le docteur Paul Gachet
Vincent Van Gogh
Le docteur Paul Gachet, en 1890
Musée d'Orsay
Don de Paul et Marguerite Gachet, enfants du modèle, 1949
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

"Sono più che mai convinto, tuttavia, che quel giorno lì, il giorno in cui si è suicidato a Auvers-sur-Oise, Van Gogh deve al dottor Gachet, di Auvers-sur-Oise,
gli deve, dico, di aver abbandonato la vita -
poiché Van Gogh era una di quelle nature di una lucidità superiore che permette loro in ogni circostanza di vedere più lontano, infinitamente e pericolosamente più lontano della realtà immediata e apparente dei fatti".

Nel suo astio nei confronti dei medici – nel caso specifico degli psichiatri – Artaud identificò nella persona del dottor Gachet (1828-1909) il principale responsabile del suicidio di Van Gogh. "Lo stregone", spinto da un’orribile necessità di appagare il suo odio e la sua gelosia del genio, avrebbe indotto l’artista a dipingere fino allo sfinimento.

Per amore della verità va anche detto che, durante i suoi ultimi mesi di vita, Van Gogh considerò Gachet un amico. Vedeva nel suo viso un qualcosa di "dolce e triste" talmente interessante da dipingerne il ritratto in due occasioni.

In quest’immagine moderna della malinconia, il carattere del modello è espresso più dal colore che dalla somiglianza.

Dall’altro lato della tomba

"Van Gogh ha rinunciato a raccontare delle storie nei suoi dipinti, ma lo straordinario è che questo pittore, molto più di un semplice pittore, [...] mette in scena sotto i nostri occhi, sporgente dalla tela fissa, l’enigma puro, il puro enigma del fiore torturato, del paesaggio sciabolato, lacerato e strizzato da ogni lato dal suo pennello ubriaco.

[...]

Vincent van Gogh-Arbres dans le jardin de l'hôpital Saint-Paul
Vincent van Gogh
Arbres dans le jardin de l'hôpital Saint-Paul, octobre 1889
Los Angeles, Hammer Museum, The Armand Hammer Collection
Gift of the Armand Hammer Foundation
© The Hammer Museum. Photo: Brian Forrest

Perché i quadri di Van Gogh mi danno tanto l'impressione di essere visti come dall'altro lato della tomba di un mondo i cui soli sono stati in fondo l'unica cosa che ruotò e illuminò con gioia?
Non è forse l'intera storia di ciò che un giorno fu chiamato l'anima a vivere e a morire nei suoi paesaggi convulsi e nei suoi fiori?"

L’8 maggio1889, Van Gogh lasciò definitivamente Arles e fu ricoverato nella casa di cura per malati mentali Saint-Paul-de-Mausole nei pressi di Saint-Rémy-de-Provence dove beneficiò di un regime di semilibertà fino al mese di maggio del 1890.

A causa delle sue precarie condizioni di salute l’artista non aveva la forza per recarsi a dipingere nella campagna circostante e, per questa ragione, utilizzò il monastero romano che ospitava la clinica e i suoi giardini come soggetto. Le vedute da lui realizzate della casa di cura rivelano una tensione tra le linee ben definite degli edifici e l’aspetto movimentato della vegetazione nel parco.

Un convulsionario tranquillo

Vincent van Gogh-Augustine Roulin (La Berceuse), Arles
Vincent van Gogh
Augustine Roulin (La Berceuse), Arles, février 1888
Amsterdam, Stedelijk Museum
© Collection Stedelijk Museum Amsterdam

"La pittura lineare pura mi rendeva pazzo da molto tempo quando ho incontrato Van Gogh che dipingeva non linee o forme, ma cose della natura inerte come in preda a convulsioni. [...]

Di fatto, nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito, inventato se non per uscire dall'inferno.
E preferisco, per uscire dall’inferno, le nature di questo convulsionario tranquillo alle composizioni brulicanti di Bruegel il Vecchio o di Hieronymus Bosch, i quali sono rispetto a lui dei semplici artisti, mentre Van Gogh è solo un povero ignaro che si sforza di non sbagliare".

Esistono cinque versioni del ritratto di Augustine Roulin, moglie del postino amico di Vincent.

La prima versione era stata cominciata poco prima della crisi di follia del 23 dicembre 1888 a seguito della quale il pittore fu internato nell’ospedale di Arles. Quest’icona della maternità – rappresentata senza bambino– tiene in mano la cordicella di una culla posta fuori campo.

Alle spalle di questo placido personaggio i fiori della carta da parati volteggiano come animati di una vita autonoma e inquietante, quasi a suggerire l’idea della malasorte che aleggia sul bambino.

Il colore plebeo

Vincent van Gogh-Paire de chaussures. Une chaussure retournée
Vincent van Gogh
Paire de chaussures. Une chaussure retournée, paris, printemps 1887
Collection particulière, courtesy of Eykyn Maclean, LP
© Droits Réservés

"Ciò che più mi colpisce in Van Gogh, il più pittore di tutti i pittori, è che, senza andare oltre ciò che è chiamato ed è la pittura, senza uscire dal tubo di colore, dal pennello, dall'inquadratura del "motivo" e della tela per ricorrere all'aneddoto, al racconto, al dramma, all'azione raffigurata, alla bellezza intrinseca del soggetto o dell'oggetto, è riuscito a rendere la natura e gli oggetti emozionanti a tal punto che nemmeno i più favolosi racconti di Edgar Allan Poe, Herman Melville, Nathaniel Hawthorne, Gérard de Nerval, Achim von Arnim o Hoffmann, dicono di più sul piano psicologico e drammatico rispetto alle sue tele da quattro soldi, tele quasi tutte, del resto, e come volutamente, di dimensioni modeste. [...]
Difatti, il tratto distintivo di Van Gogh è proprio la scrupolosità della pennellata applicata con sordo pathos. Il colore plebeo delle cose, eppure così giusto, così amorevolmente giusto che non c'è pietra preziosa che possa eguagliarne la rarità".

Artaud disegnatore

Antonin Artaud-Autoportrait
Antonin Artaud
Autoportrait, décembre 1947
Paris, Centre Pompidou, Musée national d'Art Moderne / Centre de création industrielle
Legs de Mme Paule Thévenin, 1994
© ADAGP, Paris © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais / Philippe Migeat

Artaud iniziò a praticare il disegno sin dal 1919, anno in cui gli fu prescritto per la prima volta il laudano per alleviare i dolori erranti e placare le sue angosce. A partire dal 1922, si dedicò alla realizzazione di scenografie e costumi per le sue le sue attività teatrali.

I sui legami con i surrealisti favorirono il passaggio spontaneo dalla mente alla mano tramite la matita che traccia complesse grafie sulla carta.

Nel 1945, il dottor Ferdière, direttore dell’ospedale psichiatrico di Rodez e adepto dell’arteterapia, lo incoraggiò a esprimersi su fogli di formato "raisin" 50 x 65 cm(così chiamati perché riportavano in filigrana un grappolo d'uva). I disegni di grande formato tracciati a colori a Rodez e gli autoritratti realizzati a Parigi sin dal 1946 sono la testimonianza del processo di auto-generazione avviato da Artaud per ritrovare l’unità fondamentale del corpo e dello spirito esplosa per l’impatto dirompente della malattia e degli elettrochoc. Lo stile discontinuo di questi disegni rivela la potenza di questa insurrezione ricreatrice.

Respiri proiettati fuori dal corpo, coreografia di forme erranti, apparizioni, linee meccaniche, alcuni fogli hanno l’aspetto di danze macabre, altri rievocano i libri di magia degli alchimisti; da tutti si sprigiona la potenza di un rituale magico in mancanza di una narrazione lineare.

"Sono anch'io come il povero Van Gogh, non penso più, ma dirigo ogni giorno più da vicino formidabili ebollizioni interne [...]".

I disegni di Artaud, ove linee, segni e scrittura sono diventati inseparabili, danno luogo a una miscela di elementiil cui significato supera l’immagine.

Che cos’è disegnare?

Vincent van Gogh-La Terrasse du café, place du Forum à Arles, la nuit
Vincent van Gogh
La Terrasse du café, place du Forum à Arles, la nuit, arles, septembre 1888
Dallas, Museum of Art
The Wendy and Emery Reves Collection 1985 R 79
© Image courtesy Dallas Museum of Art

"Come ci si arriva?", Artaud con Van Gogh pensando ai suoi disegni ma anche a quelli di Vincent tracciati con un tratto discontinuo, con punti, tratteggi, creste di inchiostro bruno, tratti arrotolati su sé stessi, macchie di acquerello, per dominare la forma, l’aria, lo spazio, esprimere senza rinchiuderlo un istante di vita.

"l'azione di aprirsi un varco attraverso un invisibile muro di ferro che sembra trovarsi fra ciò che si sente e cio che si può. In che modo attraversare questo muro, dato che non serve a niente colpire con forza, bisogna minare questo muro e attraversarlo con la lima, lentamente e con pazienza secondo me" (lettera di Vincent a Theo Van Gogh, L’Aia, 22 ottobre 1882, citata da Artaud in Van Gogh il suicidato della società © Editions Gallimard, 1974)

La luce tempestosa

Vincent van Gogh-Champ de blé avec des bleuets
Vincent van Gogh
Champ de blé avec des bleuets, auvers-sur-Oise, juillet 1890
Riehen/Bâle, Fondation Beyeler, Beyeler collection
© Fondation Beyeler, Riehen/Basel, Beyeler collection

"Organista di una tempesta bloccata che ride nella natura limpida, pacificata fra due tormente ma che come lo stesso Van Gogh, mostra palesemente di esser pronta a fuggire.
Possiamo, dopo averla vista, voltare le spalle a qualsiasi tela dipinta, poiché nessuna avrà niente di più da dirci. La luce tempestosa della pittura di Van Gogh dà inizio alle sue tetre recitazioni non appena se ne distoglie lo sguardo.
Solo pittore, Van Gogh, e niente più,
niente filosofia, né mistica, né rito, né psicurgia o liturgia,
niente storia, né letteratura o poesia,
[...] [...] ma [...] per capire un temporale in natura,
un cielo tempestoso,
una pianura in natura,
non si potrà più non rifarsi a Van Gogh".

Durante l’estate del 1890, Van Gogh dipinse un numero cospicuo di quadri raffiguranti campi di grano nella pianura di Auvers-sur-Oise. “Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto remore nel cercare di esprimere la mia tristezza, l'estrema solitudine”, scriveva al fratello il 10 luglio 1890, poche settimane prima di suicidarsi.

Paesaggi di convulsioni forti

Vincent Van Gogh-Route de campagne en Provence de nuit
Vincent Van Gogh
Route de campagne en Provence de nuit, 1890
Otterlo, collection Kröller-Müller Museum
© Kröller-Müller Museum

"Di fronte a un’umanità di scimmia vile e cane bagnato, la pittura di Van Gogh è stata quella di un tempo in cui non ci fu anima, né spirito, né coscienza, né pensiero, nient'altro che elementi primigeni di volta in volta incatenati e scatenati.
Paesaggi di convulsioni forti, di traumatismi forsennati, come di un corpo che la febbre travaglia per portarlo alla salute esatta. [...]
Diffidate dei bei paesaggi di Van Gogh vorticosi e pacifici.
È la salute fra due attacchi di febbre alta che sta passando.
È la febbre fra due attacchi di un'insurrezione di buona salute.
Un giorno la pittura di Van Gogh armata di febbre e di buona salute,
ritornerà per scagliare in aria la polvere di un mondo in gabbia che il suo cuore non poteva più sopportare".
Questo paesaggio notturno che raffigura la campagna nei pressi di Saint-Rémy è, con ogni probabilità, l’ultimo dipinto realizzato da Van Gogh durante la sua permanenza in Provenza.
I soggetti illuminati da una sottile falce di luna oscurata dall’ombra della terra e da una stella che risplende come il sole, vibrano come sotto l’effetto di forze cosmiche, rese con pennellate di colori frammentati e vorticosi.

Tutti i brani sono tratti da: Antonin Artaud, Van Gogh il suicidato della società © Editions Gallimard, 1974

Vincent van Gogh. Cenni biografici

1853

Il 30 marzo Vincent Willem van Gogh nasce a Zundert, villaggio olandese della Brabanzia settentrionale. È il figlio primogenito del reverendo Theodorus van Gogh (1822-1885), predicatore protestante e di Anna Cornelia Carbentus (1819-1907).

1861-1868

Durante i suoi studi, Van Gogh impara l’inglese, il tedesco, il francese e apprende i primi rudimenti del disegno.

1869

Va all’Aja, dove inizia l’apprendistato nella filiale locale del mercante d’arte Goupil & Co, gestita dallo zio. Vincent lavorerà anche a Londra (1873 e 1874) presso la filiale inglese della medesima bottega d’arte e a Parigi (1874 e 1875).

1872

Ha inizio il carteggio con il fratello Theo che proseguirà per tutta la vita.

1874-1876

Vincent si appassiona alla Bibbia e diventa assistente predicatore.

1879

È predicatore laico nel Borinage, regione mineraria e industriale della Vallonia.

1880

Avendo deciso di diventare artista, si stabilisce a Bruxelles, dove s’iscrive all’Accademia delle Belle-Arti.

1881

Theo è nominato direttore di una filiale parigina di Goupil e si occupa del mantenimento economico del fratello.

1883-1885

Vincent si trasferisce a Nuenen, comune olandese situato nella parte sud della nazione. In questo periodo dipinge I mangiatori di patate.

Morte improvvisa del padre.

1886

Frequenta per un breve periodo l’Accademia delle belle-Arti di Anversa. Trasferimento a Parigi.

1886-1888

Vincent va a vivere in casa del fratello e frequenta l’atelier di Cormon.

Scoperta dei quadri di Monticelli. Stringe amicizia con Émile Bernard, Toulouse-Lautrec, Pissarro e conosce Signac e Gauguin.

Il colorito delle sue opere si fa più luminoso. Van Gogh sperimenta le nuove tecniche degli impressionisti e dei neoimpressionisti.

1888

Lascia Parigi per trasferirsi ad Arles dove prende in affitto la casa gialla che trasforma in bottega e alloggio. Gauguin lo raggiunge il 23 ottobre per viveree lavorare insieme. Il 23 dicembre, dopo una violenta discussione, Vincent - secondo il racconto di Gauguin unico testimone del dramma - si scaglia sull’amico e lo minaccia con un rasoio, poi si taglia una parte dell’orecchio sinistro e lo regala a una prostituta.

A seguito di questo incidente, Vincent viene ricoverato all’ospedale di Arles.

1889

Il 18 aprile, Theo si sposa con Johanna Bonger.

A maggio, Vincent si fa ricoverare spontaneamente nella casa di cura per malati mentali Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. La diagnosi del direttore della clinica, il dottor Peyron, è di epilessia.

1890

31 gennaio, nascita del figlio di Theo e di Jo, al quale viene dato il nome di Vincent Willem. Nel mese di maggio, il pittore si stabilisce ad Auvers-sur-Oise, dove vive il dottor Paul Gachet, medico omeopata, amico di Pissarro e collezionista d’arte moderna.

Il pittore affitta una camera alla locanda Ravoux.

Il 27 luglio, tenta di porre fine ai suoi giorni sparandosi un colpo di rivoltella nel ventre e muore due giorni dopo all’età di 37 anni.

Antonin Artaud. Cenni biografici

1896

4 settembre, nascita di Antoine Marie Joseph Artaud detto Antonin a Marsiglia. Il padre Antoine Roi Artaud (1864-1924) è capitano di lungo corso. La madre Euphrasie Nalpas (1870-1952) è originaria di Smirne (Turchia). Trascorre l’infanzia in un clima di affetto e calore, turbato, però, dal manifestarsi di crisi nervose attribuite alla sifilide congenita.

1919

Artaud si dà alla pittura e al disegno.

Gli viene prescritto per la prima volta il laudano.

1920

Lo psichiatra Edouard Toulouse lo incoraggia a scrivere.

Comparsa al teatro dell’Opera.

1921

Entra a far parte della compagnia di Charles Dullin..

1922

Incontro con André Masson. Creazione di scenografie e costumi per il teatro.

1924

Primo ruolo al cinema. Incontro con André Breton e collaborazione alla rivista La Révolution surréaliste.

1926

Nascita del Teatro Alfred Jarry fondato da Artaud, Roger Vitrac e Robert Aron.

1927

Esclusione dal gruppo dei surrealisti.

1932

Primo manifesto del Teatro della crudeltà.

1936

Artaud dà una serie di conferenze all’università del Messico. Durante il soggiorno nel paese sudamericano, si stabilisce per un periodo nella sierra Tarahumara, dove è iniziato al rito del peyote.

1937

Viaggio in Irlanda. Arrestato a Dublino per turbamento dell’ordine pubblico viene rimpatriato con la forza.

A seguito di un misterioso incidente sulla nave che lo sta riportando in patria, Artaud viene internato in un primo tempo a Le Havre e in seguito a Sotteville-lès-Rouen.

1938

Pubblicazione de Il Teatro e il suo doppio.

Artaud è trasferito all’ospedale psichiatrico Sainte-Anne di Parigi.

1939

Internamento a Ville-Evrard fino al 23 gennaio1943.

1943

Artaud è internato all’ospedale psichiatrico di Rodez, in zona libera, diretto dal dottor Gaston Ferdière, adepto dell’arteterapia. Delirio mistico. Elettrochoc.

1946

Grazie alla mobilitazione dei suoi amici, Artaud lascia Rodez e viene ricoverato alla casa di cura di Ivry diretta dal dottor Achille Delmas dove gode di assoluta libertà.

Scrive alcuni testi di Storia vissuta di Artaud-Momo e lavora a un progetto di pubblicazione delle sue opere complete edite da Gallimard.

Pierre Loeb gli propone di scrivere un testo su Van Gogh.

1947

13 gennaio, la rappresentazione di Storia vissuta di Artaud-Momo, al Teatro del Vieux-Colombier viene bruscamente interrotta.

Artaud, paralizzato dalla paura, viene colpito da afasia.

24 gennaio, apertura della mostra Vincent van Gogh al Museo dell’Orangerie di Parigi.

Prime annotazioni su Van Gogh redatte a caldo su un quaderno di scuola.

2 febbraio, Artaud visita la mostra dell’Orangerie in compagnia di Paule Thévenin e poi si stabilisce alla Galleria Pierre per la stesura del suo saggio, dettato e in parte improvvisato a Paule Thévenin tra l’8 febbraio e il 3 marzo.

4-20 luglio, mostra "Ritratti e disegni" di Artaud alla Galleria Pierre.

22-29 novembre, Artaud scrive e registra Pour en finir avec le jugement de dieu [Per farla finita con il giudizio di Dio], una trasmissione radiofonica la cui interruzione in diretta nel febbraio del 1948 scatena furiose reazioni di protesta.

Intorno al 15 dicembre, viene pubblicato Van Gogh il suicidato della società che riceve il premio Sainte-Beuve per la saggistica nel gennaio del 1948.

1948

Ad Artaud viene diagnosticato un tumore non operabile al retto.

4 marzo, all’età di 51 anni, Artaud è trovato privo di vita nella sua camera di Ivry, forse per una dose letale del farmaco chloral.