Musée d'Orsay: Architettura e Arti Grafiche

Architettura e Arti Grafiche

Architetture di muse e di svaghi

I luoghi dello spettacolo nelle collezioni del Museo d'Orsay

In fondo alla navata

disegno
Eugène GrassetFacciata a ghimberga decorata per il cabaret "Le Chat Noir"© Musée d'Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Il cosiddetto Boulevard du crime è appena scomparso sotto i colpi dei lavori haussmanniani quando il cantiere dell’Opera di Parigi iniziato nel 1862 innesca una nuova dinamica nella vita teatrale.

Fino all’inizio del Novecento, una declinazione dell’archetipo parigino costituiva un fascino unico per una città. La libertà di apertura dei teatri sancita dal decreto del 1864 portò alla proliferazione dei palcoscenici, talvolta di breve durata. Le loro forme e i loro programmi diventarono sempre più ibridi, anche grazie alle novità introdotte dalle Esposizioni Universali, come testimoniano il salone delle feste al Palazzo del Trocadero nel 1878 o il teatro della Torre Eiffel sulla scia di quella del 1889.

Con i loro programmi esigenti e un alto livello di libertà stilistica, questi luoghi attirarono gli architetti avanguardisti, tra cui Guimard. Parallelamente, le frontiere tra architettura e divertimento si andavano sgretolando con l’emergere di una fantasia decorativa che poteva scendere in strada come dimostra il progetto di Grasset per il teatro dello Chat Noir o, inversamente, gli studenti di architettura dell'Ecole des Beaux-Arts che lasciavano l’atelier durante il Bal des Quat'z'Arts (“Ballo delle quattro arti”) per organizzare dei teatri d’ombre.