Sculture

Storia delle collezioni di scultura
© Musée d'Orsay / Sophie Crépy

Dall’eccesso all’oblio

Il XIX secolo è un periodo di produzione eccezionale per la scultura: la borghesia trionfante e i poteri politici si appropriano infatti di questa arte, la prima per decorare le sue dimore e ostentare lo status sociale e i secondi per iscrivere nell’eternità ideali e credenze dell’epoca. La domanda è allora altissima per le opere scultoree che, dato il loro costo, dipendono quasi interamente dalle committenze. A partire dal 1945, il mondo dell'arte si discosta da questo tipo di scultura giudicata troppo ufficiale e numerose opere ''scompaiono'' nei depositi per un purgatorio lungo diversi anni. Solo alcune grandi figure ''moderne'' come Rodin sfuggono a questo disinteresse ampiamente condiviso.

Negli anni settanta del secolo scorso, l’idea di trasformare la stazione di Orsay in un museo dà una nuova chance alla scultura della seconda metà del XIX secolo. Il luogo permette infatti di offrire a questa arte uno spazio ideale: la grande navata centrale illuminata dalla luce naturale e cangiante proveniente dalla volta vetrata. Il pubblico ha così la possibilità di riscoprire la scultura di quel periodo in tutta la sua ricchezza e diversità. Alla sua apertura nel dicembre 1986, il Museo d’Orsay riunisce un corpus di circa 1200 sculture provenienti per buona parte dalle ex collezioni del Museo del Lussemburgo, del Museo del Louvre e dai depositi statali.

La grande nef
© Musée d'Orsay / DR

In origine: il Museo del Lussemburgo

Il Museo del Lussemburgo viene inaugurato nel 1818 sotto il regno di Luigi XVIII per esporre le creazioni di artisti viventi, la maggior parte delle quali sarebbe stata acquistata dallo Stato durante i Salon. Il Museo del Lussemburgo svolge dunque il ruolo di un museo di arte moderna ma, per quanto riguarda la pittura, resta a lungo chiuso alle avanguardie, limitandosi ad accogliere solo artisti riconosciuti dagli organi ufficiali.

Il nucleo principale delle collezioni è dedicato alla pittura, mentre la scultura è rappresentata in proporzioni ben più modeste. Così, nel 1852, sono solo 25 le sculture registrate nell’inventario del Museo del Lussemburgo. Nel 1875, la morte di Barye, noto artista membro dell’Accademia, fa entrare antichi modelli destinati alla fusione e bozzetti in cera. Il valore dell’atto creatore è anteposto a quello del materiale utilizzato: si tratta di una vera e propria rivoluzione nel modo di rapportarsi alla scultura.

 

Nel 1887, il Museo del Lussemburgo annovera più di cento sculture e inizia ad aprirsi ad artisti più moderni. Il primo Rodin, class="default-link" href="/fr/oeuvres/15624">L'âge d'airain [L’età del bronzo], viene acquistato nel 1881. Il 1891 è segnato dall’acquisizione del Ratapoil di Daumier, sebbene il comitato esiti ancora a esporre questa ''figura interessante i cui meriti particolari, però, non corrispondono minimamente al carattere estetico del Museo del Lussemburgo''. Nel 1905, tocca al primo Bourdelle con la testa di Beethoven.

 

Lo spazio diventa un problema sempre più preoccupante col passare degli anni, anche se nel 1886 viene stabilito che il museo può accogliere teoricamente massimo tre opere di uno stesso artista.

Auguste Rodin, Thiébaut frères
L'Age d'airain, entre 1877 et 1880
Musée d'Orsay
1880
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

La scultura al Jeu de Paume

Per molti anni, gli artisti stranieri sono i grandi dimenticati del Museo del Lussemburgo e d’altronde le collezioni del Museo d’Orsay risentono tuttora di questa mancanza di apertura. Negli anni sessanta del XIX secolo, l’allora curatore del museo, Philippe de Chennevières, aveva cercato di rimediare a questa situazione, invano.

Nel 1879, il suo successore, Etienne Arago, constata la carenza delle collezioni straniere di cui, peraltro, ''l’Esposizione del 1878 ha appena mostrato i clamorosi progressi''. Bisognerà attendere il 1890 perché vengano acquisite, al Salon della Società nazionale delle belle arti, due opere di un artista straniero, il belga Constantin Meunier.

Nel 1923, tuttavia, le collezioni straniere sono diventate abbastanza importanti da creare al Jeu de Paume delle Tuileries un museo delle scuole straniere collegato al Louvre. Questa apertura libera il Museo del Lussemburgo di una parte delle sue collezioni di pittura e scultura, ma non basta a risolvere i problemi di spazio. Il museo delle scuole straniere resta aperto fino al 1940.

Quando riapre nel 1947, il Jeu de Paume è diventato il museo dell'impressionismo. Al suo interno la scultura ha un ruolo marginale. Pur esponendo per un certo periodo alcuni Rodin, conserverà solo la Petite danseuse de quatorze an [Piccola ballerina di quattordici anni] di Degas e delle sculture di Gauguin, perché facilmente associabili ai quadri dei loro autori.

Edgar Degas, Adrien-Aurélien Hébrard
Petite danseuse de 14 ans, entre 1921 et 1931
Musée d'Orsay
1930
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

Nel 1923, tuttavia, le collezioni straniere sono diventate abbastanza importanti da creare al Jeu de Paume delle Tuileries un museo delle scuole straniere collegato al Louvre. Questa apertura libera il Museo del Lussemburgo di una parte delle sue collezioni di pittura e scultura, ma non basta a risolvere i problemi di spazio. Il museo delle scuole straniere resta aperto fino al 1940.

Quando riapre nel 1947, il Jeu de Paume è diventato il museo dell'impressionismo. Al suo interno la scultura ha un ruolo marginale. Pur esponendo per un certo periodo alcuni Rodin, conserverà solo la Petite danseuse de quatorze an [Piccola ballerina di quattordici anni]s di Degas e delle sculture di Gauguin, perché facilmente associabili ai quadri dei loro autori.

Il Museo nazionale di arte moderna e la scultura

Il Museo del Lussemburgo chiude nel 1939. Un Museo di arte moderna aveva appena aperto al Palais de Tokyo, costruito nel 1937 per l’Esposizione internazionale. Ma il nuovo museo conserva solo un terzo delle collezioni del Lussemburgo, soprattutto le opere più ''moderne'' (Bourdelle, Bernard, Maillol...).

Negli anni cinquanta, anch’esse iniziano a lasciare il museo per diverse destinazioni: un gran numero di Bourdelle è inviato a Montauban, città natale dell'artista, e nel 1964 vari e importanti Maillol vengono trasferiti nei giardini del Carrousel. Durante il trasferimento del Museo di arte moderna al Centre Pompidou nel 1977, le 175 opere restanti sono donate al Louvre.

Aristide Maillol
Méditerranée dit aussi La Pensée, entre 1923 et 1927
Musée d'Orsay
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

La scultura del XIX secolo al Museo del Louvre

Le opere del Museo del Lussemburgo considerate come le più rimarchevoli avevano l’onore di entrare al Museo del Louvre. Rude possiede la propria sala nel 1880, Carpeaux nel 1900. I collezionisti apportano il loro contributo. Nel 1906 viene aperta la sala Thomy-Thierry, nel 1910 la collezione Chauchard e nel 1913-'14 le due sale Zoubaloff consacrate a Barye. Ma ancora una volta, la mancanza di spazio condanna la scultura del XIX secolo a restare a lungo in deposito.

Negli anni sessanta, il ministero delle Finanze libera il padiglione Flora, fino a quel momento occupato dagli uffici della Lotteria nazionale. Le sculture trovano finalmente un luogo per essere esposte come si deve, ma lo spazio assegnato alle creazioni della seconda metà del XIX secolo resta molto limitato.

Intorno a Carpeaux, figurano alcune opere di Chapu (Bonnat, La Jeunesse [La gioventù]), Falguière (Tarcisius [San Tarcisio], Vainqueurs au combat de coqs [Vincitore al combattimento di galli]), Fremiet (Saint Georges [San Giorgio]), Dalou (Grand paysan [Contadino]), Rodin (L'Age d'airain [L’età del bronzo]) e alcuni bozzetti.

Aimé Jules Dalou, Susse Frères
Paysan retroussant ses manches, vers 1902
Musée d'Orsay
Don de Mme David-Nillet en souvenir de son mari, 1933
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Vedi il bando dell'opera

Un paradiso per la scultura: il Museo d’Orsay

L'idea di trasformare la stazione di Orsay in museo nasce negli anni settanta del secolo scorso. Bisognava trovare una destinazione per le collezioni impressioniste, troppo anguste al Jeu de Paume, mentre l’apertura del nuovo Museo di arte moderna al Centre Pompidou prevede il trasferimento delle opere più antiche.

Queste sculture trovano posto sotto la volta di vetro di Laloux. A forza di scambi, il Museo d’Orsay riesce a ottenere opere  esposte in altri musei (La Pensée [Il pensiero] o La porte de l'Enfer [La porta dell’Inferno] provenienti dal Museo Rodin) o istituzioni (La Nature se dévoilant à la Science [La Natura si rivela alla Scienza] di Barrias che ornava una scala del Conservatorio delle arti e dei mestieri).

Ernest Barrias
La Nature se dévoilant, en 1899
Musée d'Orsay
1986
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

Le opere meno visibili dal pubblico sono spesso quelle più facili da ottenere: il Goethe di David d'Angers si trovava in cima a una torre della città di Saumur; Les Gladiateurs [I gladiatori] di Gérôme alla fortezza del Mont Valérien; la Jeune Tarantine [Giovane tarantina] di Schoenewerk giaceva dimenticata nelle ex cucine del Castello di Compiègne.

Uno degli esempi più famosi è quello delle statue dei Six continents [Sei continenti]. Oggi esposte sul piazzale del Museo d’Orsay, queste sculture create per il palazzo del Trocadéro dell’Esposizione universale del 1878 giacevano dal 1963 in una discarica della città di Nantes. Il Museo d’Orsay è riuscito a ottenerle in cambio di un quadro di Sisley donato al Museo delle belle arti di Nantes.

 

Camille Claudel, Fumière et Gavignot
L'Age mûr, vers 1902
Musée d'Orsay
1982
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Vedi il bando dell'opera

Acquisti eccezionali hanno poi permesso di completare le collezioni, tra cui: uno dei pannelli Soyez mystérieuses {Siate misteriose] di Gauguin (acquisito nel 1979), l’insieme delle Célébrités du Juste Milieu [Celebrità del Juste Milieu] di Daumier (acquisito nel 1980), L'Age mûr [L’età matura] di Claudel (acquisito nel 1982)... Infine, la generosità degli appassionati d’arte, dei discendenti di artisti e degli Amici d'Orsay ha permesso di far entrare nelle collezioni del museo più di 200 opere negli anni precedenti la sua apertura.

Dal 1986, grazie agli acquisti, alla generosità dei privati e alle dazioni, il Museo d'Orsay ha potuto colmare alcune lacune, soprattutto per quanto riguarda la scultura straniera (Aetas aurea di Medardo Rosso nel 1988, Cassandre [Cassandra] di Max Klinger nel 1990...), e acquisire opere  importanti (Torse de Clotho [Torso di Clotho] di Camille Claudel nel 1988...).

Medardo Rosso
Ateas aurea dit L'Age d'or, en 1886
Musée d'Orsay
1988
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Jean-Gilles Berizzi
Vedi il bando dell'opera

Le sue collezioni di scultura riuniscono oggi più di 2200 pezzi, compresi quelli in deposito presso altre istituzioni, delle collezioni più che mai vive per perpetuare il desiderio di conoscere e ammirare la scultura della seconda metà del XIX secolo.

 

 

Vedi le acquisizioni recenti