Musée d'Orsay: Visita l'Italia e muori, fotografia e pittura nell'Italia del XIX secolo

Visita l'Italia e muori, fotografia e pittura nell'Italia del XIX secolo

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Giovanni FattoriLa sentinella© D.R.
IL Risorgimento

Dopo 1815, a seguito delle decisioni adottate dal Congresso di Vienna, l'Italia è suddivisa in sette stati. La riconquista dell'unità italiana costituisce uno dei grandi movimenti nazionali del xix secolo, conosciuto sotto il nome di Risorgimento. A quest'ultimo aderiscono un gran numero di artisti ed intellettuali che non solo lo sostengono ma, nelle loro opere, ne forniscono un accurato resoconto. È proprio il caso di numerosi fotografi ma anche di pittori come Girolamo Induno o Giovanni Fattori.

Agli anni 1848-1849, risalgono i primi tentativi, effettuati dai patrioti risorgimentali per sottrarre alcuni stati dalla duplice tutela austriaca e pontificia, Questi primi moti furono però soppressi. Le fotografie di Stefano Lecchi rappresentano una preziosa testimonianza della difesa di Roma ad opera dell'esercito garibaldino e delle distruzioni subite dalla città.

Gustave Le GrayPalermo. Via Toledo© Robert J. Hennessey
Dieci anni dopo, tra il 1859 e il 1861 l'opera di unificazione viene ripresa e portata a compimento, grazie allo slancio popolare, all'impulso di Cavour e al sostegno di Napoleone III. Il movimento suscita il plauso internazionale e molti sono gli stranieri che giungono a prestar manforte a Garibaldi. Nel 1860, le milizie guidate dall'Eroe dei due mondi, indicate con il nome di Camicie Rosse (o anche I Mille), conquistano finalmente la Sicilia e Napoli. In questo periodo Alexandre Dumas compie un viaggio in compagnia di Gustave Le Gray che realizza uno straordinario servizio fotografico sulle rovine e sulle barricate di Palermo.
Nel 1870 soltanto Roma non fa ancora parte del Regno D'Italia. La caduta dell'Impero Francese, però, priva il pontefice Pio IX del suo maggiore alleato e l'esercito italiano può così fare il suo ingresso a Roma tramite la breccia di Porta Pia. Quest'evento segna la fine del potere temporale del papato. L'annessione degli stati pontifici è ratificata da un plebiscito e, il 26 gennaio 1871, Roma diventa capitale dell'Italia unita.

Giorgio SommerPompei, impronta umana© Musée d'Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
L'occhio archeologico

Artisti e viaggiatori in cerca di un'immagine "autentica" dell'Antichità guardano con estrema attenzione alle scoperte effettuate a Pompei e ad Ercolano. Molte fotografie mostrano siti deserti, impressi di una melanconica poesia. Molte di queste immagini sono opera di viaggiatori britannici o francesi, ma anche di fotografi residenti a Napoli, Michele Amodio, Alphonse Bernoud, Roberto Rive e Giorgio Sommer. Quest'ultimo ha lavorato, quando si è presentata l'occasione, con Giuseppe Fiorelli, responsabile dagli scavi archeologici sin dal 1860. Sommer scatta molte fotografie dei calchi che Fiorelli ha realizzato facendo colare il gesso negli spazi lasciati dai corpi rimasti intrappolati nella lava.
Il 26 aprile 1872 è Sommer in persona a registrare, ogni mezzora, le fasi dell'eruzione del Vesuvio. Le sue immagini, paragonate agli approcci drammatici, poetici e romantici privilegiati dai pittori, mostrano una grande sobrietà.

Giorgio SommerEruzione del Vesuvio© Musée d'Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Diverso è il discorso che riguarda i siti archeologici romani la cui produzione fotografica è meno legata ai gusti dei turisti. In questo caso, l'obiettivo è più scientifico. Si tratta, infatti, di mettere in piedi una documentazione. In questo modo, l'archeologo britannico John Henry Parker ha fatto fotografare, tra il 1865 e il 1877, gli edifici e le opere d'arte risalenti al Medioevo e all'Antichità, rinvenuti nel corso degli scavi del Palatino, del foro romano e delle terme di Caracalla. Queste fotografie, spesso austere rappresentazioni di frammenti di architettura, serviranno ad illustrare la sua opera in dodici volumi, The Archeology of Rome, testimonianza preziosa su un aspetto della capitale romana andato disperso durante la modernizzazione della città.

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