Musée d'Orsay: Visita l'Italia e muori, fotografia e pittura nell'Italia del XIX secolo

Visita l'Italia e muori, fotografia e pittura nell'Italia del XIX secolo

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Paul DelarocheI Pellegrini a Roma© Muzeum Narodowe, Poznan
Popolo italiano e modelli per artisti

Nell'Italia del XIX secolo la maggior parte dei viaggiatori evita di mescolarsi alla popolazione locale. Da un lato, se i visitatori stranieri ammirano tanto gli italiani, eredi dell'Antichità e "figli della natura" la cui vita non è stata ancora intaccata dalla civiltà; dall'altro si dimostrano sprezzanti nei confronti di queste popolazioni contadine che giudicano rozze e inaffidabili. Quest'ambivalenza si riflette nei numerosi racconti di viaggio, tra cui quello di Maximilien Misson, spesso citato nel XIXe secolo ma pubblicato ai primi del XVIII secolo in cui si evoca "Un Paradiso popolato da Diavoli e da Madonne". Le fotografie esposte in questa sezione mettono in luce i numerosi stereotipi legati all'immagine del popolo italiano: musicisti ambulanti (pifferari), acquaioli, pubblici scrivani, ragazzi poveri di Napoli (lazzaroni) e
Edmond LebelModella per la sua pittura, Piccola commerciante di fichi e noci© Musée d'Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
mangiatori di pasta.

Per alimentare la loro creatività, i pittori e gli scultori vanno alla ricerca di immagini come queste, il più delle volte ricostruite espressamente per loro. Alcune scene di genere che mostrano contadini italiani sembrano così direttamente ispirate a modelli fotografici. Come nel caso dei quadri di Edmond Lebel, pittore francese che ha, anche lui, praticato la fotografia. Gli "Studi per artisti" si moltiplicano e costituiscono un ramo importante della produzione fotografica per molti decenni. Gli studi realizzati da Filippo Belli, Giacomo Caneva, A. de Bonis ou Gustave Eugène Chauffourier sono tra i più ricercati.

Arnold BöcklinRudere in riva al mare© Aargauer Kunsthaus Aarau
Sogno pittorialista

All'alba del XX secolo, il pittorialismo, movimento di portata internazionale, si prefigge di promuovere la fotografia come una forma di espressione artistica al pari della pittura. Distanti dalle preoccupazioni commerciali, i fotografi che appartengono a questa corrente mettono la loro competenza tecnica a servizio della loro creatività.
I più importanti scatti pittorialisti realizzati in Italia, appartengono a due illustri esponenti del Camera Club di Vienna: Heinrich Kühn e Hugo Henneberg. I paesaggi dell'ultimo dei due contengono, per la loro struttura e il loro formato, dei richiami con i quadri simbolisti di Arnold Böcklin o di Hans Thoma. Invece, i paesaggi di Kühn sono caratterizzati da una fattura più drammatica, oseremo dire teatrale.
Wilhelm von GloedenCaino© Westlicht Museum, Viena / Peter Coeln
I ponti che popolano l'universo pittorialista, si ritrovano nelle composizioni dalle dense ombre di Alvin Langdon Coburn, mentre dalle fotoincisioni di James Craig Annan si sprigionano atmosfere che trasportano lo spettatore verso i confini indefiniti tra realtà ed immaginazione.

Per i suoi contemporanei, i nudi en plein air di Wilhelm von Gloeden evocano la rinascita di un'Arcadia simile al mondo bucolico popolato di fauni di un Böcklin. Questi nudi, portatori di una simbologia omosessuale più o meno scientemente ignorata, sono considerati sia come la rappresentazione di un paradiso perduto, sia utilizzati come modelli nelle accademie delle Belle Arti.

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