Musée d'Orsay: Le origini del mondo. L’invenzione della Natura nel Ottocento.

Le origini del mondo. L’invenzione della Natura nel Ottocento.

Gabriel von MaxGruss© The Jack Daulton Collection
L’Ottocento ha conosciuto uno sviluppo delle scienze naturali senza precedenti. I grandi viaggi di esplorazione rivelano la diversità del mondo e la varietà delle specie viventi; la geologia scopre l’impensabile antichità della Terra e le sue trasformazioni nel tempo; lo studio dei fossili rivela l’antichità della vita e l’esistenza di specie scomparse. Nel 1854, i dinosauri del Crystal Palace di Londra vengono esposti in un Jurassic Park ante litteram. La scoperta dell’uomo preistorico pone degli interrogativi: come rappresentarlo? Chi è stato il primo artista?

Nella seconda metà del secolo, Darwin e i suoi seguaci, come Haeckel in Germania, indagano le origini dell’uomo, il suo posto nella Natura, i suoi legami con gli animali e con il suo stesso essere animale in un mondo ormai compreso come un ecosistema. Questi cambiamenti nel campo delle scienze, insieme ai dibattiti pubblici che attraversano il secolo, influenzano profondamente gli artisti. L’iconografia della scimmia riflette l’imbarazzo nei confronti dei nostri antenati poco aggraziati e la fantomatica ricerca dell’«anello mancante».

L’estetica simbolista della metamorfosi si popola di mostri e di ibridi, di centauri, minotauri, sirene e altre chimere. Con i Kunstformen der Natur di Haeckel, la Natura diventa artista. Il mondo infinitamente piccolo, la botanica e gli abissi oceanici ispirano le arti e soprattutto le arti decorative. Lo stile Liberty e il Simbolismo attestano il fascino per le origini della vita, l’ontogenesi e la filogenesi: forme unicellulari, animali marini o embrionali si insinuano dentro universi indefiniti, nei meandri della maternità.

Per la prima volta, il Museo d’Orsay organizza, in partenariato con il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, una mostra a metà strada tra arte e scienza, che ripercorre i temi di tali interrogativi e stabilisce un parallelismo tra le principali scoperte scientifiche e i loro prodotti nell’immaginario.

Curatela generale

Laura Bossi, neurologa e storica della scienza

Curatori

Elise Dubreuil, conservatrice delle arti decorative al Museo d'Orsay
Nathalie Bondil, direttrice del Museo delle Belle Arti di Montréal
Hilliard T. Goldfarb, conservatore dei dipinti al Museo delle Belle Arti di Montréal


La mostra è organizzata dai musei d'Orsay e dell'Orangerie di Parigi insieme al Museo delle Belle Arti di Montreal in Canada, dove sarà esposta dal 13 marzo al 27 giugno 2021.

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