Musée d'Orsay: Modernità svizzere (1890-1914)

Modernità svizzere (1890-1914)

Giovanni Giacometti 
 (1868-1933)
 Vista di Capolago
 1907 circa
 Olio su tela
 Cm 51,5 x 60
 Parigi, museo d'Orsay
Giovanni Giacometti Vista di Capolago© DR - RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski
Alla fine dell’Ottocento, la scena artistica svizzera è estremamente vivace. Sul finire degli anni 1890, si va affermando una nuova generazione di pittori, tra cui Cuno Amiet, Giovanni e Augusto Giacometti, Felix Vallotton, Ernest Bieler e Max Buri, i quali rinnovano in profondità l’arte del proprio tempo.
Formatisi in Francia, in Germania o, in alcuni casi, in Italia, a contatto con le avanguardie europee, essi esplorano la potenza espressiva, simbolica o decorativa della linea e del colore, interessandosi a soggetti tratti dalla storia e dalla cultura nazionale svizzera allora in fieri, sullo sfondo dell’affermazione del giovane Stato federale, nato nel 1848.

Questi pittori e questa fase feconda dell’arte europea restano tuttavia estremamente sconosciuti al di fuori della Svizzera. In Francia, nessuna mostra è stata dedicata alla scena pittorica svizzera se si escludono due manifestazioni, nel 1934 e nel 1960, e, in tempi più recenti, le due ambiziose retrospettive su Ferdinand Hodler (nel 2007 al Museo d'Orsay) e Félix Vallotton (nel 2014 alle Gallerie nazionali del Grand Palais). Eppure, pittori come Paul Gauguin o Van Gogh, luoghi come Parigi e Pont-Aven, sono stati determinanti per alcuni grandi artisti di questo periodo come ad esempio Cuno Amiet.

La mostra rientra in una programmazione tesa a evidenziare l’abbondanza tipica di questa fase decisiva per la nascita della modernità, compresa tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Essa aspira a far scoprire opere per la maggior parte mai esposte in Francia e comprenderà circa 70 capolavori provenienti prevalentemente da collezioni pubbliche e private svizzere. Saranno delineati i protagonisti e le varie tappe che hanno portato alla nascita di avanguardie aperte alle grandi correnti europee ma al tempo stesso profondamente radicate nella scena culturale e intellettuale svizzera. Più che fornire un panorama esaustivo, l’obiettivo di questa iniziativa è la scoperta di personalità artistiche sconosciute in Francia e la fruizione di quadri eccezionali.

Suddiviso in una decina di sezioni, il percorso espositivo alternerà approcci monografici e raffronti tra i pittori esposti, mentre il catalogo della mostra restituirà l’evoluzione della pittura svizzera del primo Novecento nel suo contesto storico, riservando particolare attenzione ai suoi protagonisti, vale a dire collezionisti, critici d’arte, mediatori e mercanti d’arte.

Curatori

Paul Muller, storico dell’arte
Sylvie Patry, direttrice della conservazione e delle collezioni del Museo d'Orsay

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1 marzo - 27 giugno 2021
Museo d'Orsay

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