Concert Colonne

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André Devambez
Concert Colonne
entre 1867 et 1933
huile sur toile
H. 72,0 ; L. 55,3 cm.
Achat, 1933
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
André Devambez
Concert Colonne
entre 1867 et 1933
huile sur toile
H. 72,0 ; L. 55,3 cm.
Achat, 1933
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
André Devambez (1867 - 1944)
Artwork not currently exhibited in the museum

Nel 1873, Judas Colonna, detto Edouard Colonne (1838-1910), violinista e direttore d'orchestra, fonda l'Associazione artistica dei Concerti Colonne con lo scopo di rendere la musica accessibile al maggior numero di persone. Questa iniziativa segue quelle dei Concerti popolari e del Concerto nazionale ai quali Colonne aveva già partecipato.
I concerti hanno luogo al teatro Chatelet, a quei tempi una delle più grandi sale parigine, il che permette di vendere i posti a prezzi vantaggiosi. Un pubblico di studenti e di persone di modesta estrazione sociale gremisce le gallerie. Sono proprio questi gli spettatori che Devambez ritrae da una delle ultime file dell'anfiteatro.
Contrariamente a molti artisti impressionisti e postimpressionisti – tra i quali Eva Gonzalès, Pierre Auguste Renoir e perfino Pierre Bonnard – che hanno trattato il tema del palco allo scopo di evocare i teatri e la propensione alla socializzazione strettamente connessa agli svaghi, Devambez rappresenta l'intera sala con una veduta dall'alto verso il basso. Questo procedimento consente all'artista di amalgamare in una massa compatta gli spettatori seduti nelle gallerie, proprio come il pubblico accomodato in platea e non raffigurare soltanto la scena pura e semplice. Il pittore diventa così il testimone di una nuova idea di spettacolo. Prendendo le distanze dai frequentatori assidui dell'Opera di Parigi che vanno a teatro soprattutto per osservare gli altri ed essere a loro volta visti, gli spettatori raffigurati in questo dipinto sono presenti in sala per il solo piacere della musica, indifferenti a qualsiasi considerazione sociale. In questo modo, Devambez dimostra che la Francia ha appena realizzato il "1789 musicale" ovvero una sorta di piccola rivoluzione in campo musicale, tanto auspicata da Jules-Etienne Pasdeloup, fondatore dei Concerti popolari e in cui viene proclamata "l'uguaglianza dei francesi di fronte alla musica".

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