Fleurs et fruits

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Henri Fantin-Latour
Fleurs et fruits
1865
huile sur toile
H. 64,0 ; L. 57,0 cm.
Œuvre retrouvée en Allemagne après la seconde guerre mondiale et confiée à la garde des musées nationaux en 1950
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Henri Fantin-Latour
Fleurs et fruits
1865
huile sur toile
H. 64,0 ; L. 57,0 cm.
Œuvre retrouvée en Allemagne après la seconde guerre mondiale et confiée à la garde des musées nationaux en 1950
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Henri Fantin-Latour
Fleurs et fruits
1865
huile sur toile
H. 64,0 ; L. 57,0 cm.
Œuvre retrouvée en Allemagne après la seconde guerre mondiale et confiée à la garde des musées nationaux en 1950
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Henri Fantin-Latour (1836 - 1904)
Artwork not currently exhibited in the museum

Contemporaneamente alla sua attività di ritrattista, Fantin-Latour realizza un numero cospicuo di nature morte. Negli anni sessanta del XIX secolo, quest'ultime esercitano un ruolo fondamentale nella carriera dell'artista. È proprio in Inghilterra, paese dove Fantin-Latour abitualmente risiede, che questi trova un numero considerevole di estimatori delle sue composizioni raffiguranti fiori e frutta, il che comporta un susseguirsi di acquisti e commesse in grado di assicurare al pittore un successo commerciale che, fino a quel momento, il suo lavoro non gli ha permesso di raggiungere.
Cariche di poesia, un po' desuete, le nature morte di Fantin-Latour possono suscitare stupore nell'epoca degli impressionisti nei confronti dei quali l'artista nutre, peraltro, una vera e propria attrazione. La scelta di un soggetto di questo tipo, tuttavia, non è poi così semplice come sembra. Nella gerarchia dei generi stabilita dall'Accademia delle Belle-Arti nel XVII secolo, la natura morta con frutta o fiori è relegata nella posizione più bassa. Liberandosi di ogni pretesto letterario, religioso o storico (che si presume conferisca valore e nobiltà all'opera), Fantin-Latour si contrappone ai principi accademici. Questa tela, che non contiene nessun messaggio particolare, sembra destinata al solo piacere visivo, incarnando pertanto, in virtù di ciò, una delle principali finalità dell'arte moderna.
Non si tratta, tuttavia, di una rottura radicale con la tradizione. Proprio come nel ritratto, Fantin-Latour rivela, nella natura morta, il suo attaccamento al passato. Il pittore rivendica così apertamente, in questo specifico caso, l'eredità spirituale di Chardin, maestro della scuola francese del XVIII secolo. In base ad un procedimento classico, la disposizione a triangolo del mazzo di fiori, del piatto di frutta e dei grappoli d'uva costruisce lo spazio. A questi elementi va ad aggiungersi il coltello posto di sbieco sul bordo del tavolo, accessorio tradizionale che permette di scavare la prospettiva.
La luce pallida e fioca mette in evidenza i volumi ed i colori vivaci dei frutti e dei fiori. Si noti anche la pennellata più densa che richiama la struttura delle diverse specie di fiori e quella più leggera e trasparente che il pittore utilizza per i grappoli d'uva. Questo quadro rappresenta un esempio ben riuscito del mondo meditativo ed intimo caro a Fantin-Latour in cui la quiete si fonde magistralmente con la vivacità dei toni e dei colori.

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