Le Déjeuner

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Edouard Vuillard
Le Déjeuner
1903
huile sur carton
H. 58 ; L. 60 cm avec cadre H. 76 ; L. 78 cm
Achat, 1903
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Edouard Vuillard
Le Déjeuner
1903
huile sur carton
H. 58 ; L. 60 cm avec cadre H. 76 ; L. 78 cm
Achat, 1903
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Edouard Vuillard (1868 - 1940)

Sin dai suoi esordi, l'arte di Vuillard assume un orientamento intimista e autobiografico che caratterizza l'intera sua opera. Questo olio, realizzato intorno ai primi del Novecento, raffigura la madre dell'artista seduta a tavola nella penombra di un interno borghese. In questo periodo, l'artista prende un po'le distanze dalla stilizzazione delle forme proposta dai Nabis e, nelle sue opere, ritorna l'uso della prospettiva e del modellato tramite la luce.
Vuillard ha osservato assiduamente la madre intenta nei suoi lavori quotidiani. L'ha ritratta mentre la cuciva, leggeva, o sbrigava le faccende domestiche. La madre dell'artista, un tempo confezionatrice di busti e corsetti, ha allevato il figlio in un'atmosfera ovattata, in mezzo ai nastri e alle stoffe del laboratorio di cui era proprietaria. Questo spiega la passione di Vuillard per le carte da parati, le tovaglie e i vestiti presenti in numerose tele dell'artista. A rafforzare questa passione del pittore contribuirono anche i soggetti decorativi di alcune stampe giapponesi ispirate ai disegni dei kimono.
All'influsso del Giappone, riscontrabile nella disposizione asimmetrica degli elementi della tela e, certamente, anche nel tema stesso del dipinto, non sfugge nemmeno La prima colazione. Harunobu (1725-1770 circa ), in particolare, ritrae numerose scene di interni che hanno come protagoniste donne intente ad assolvere i consueti lavori domestici.
In primo luogo intimista e decoratore, Vuillard esprime la poesia quotidiana di questo universo chiuso, un po' soffocante, stracolmo di oggetti e di stoffe, dove, in una maniera a lui consueta, l'artista gioca con le più piccole sfumature di tono. In delicate armonie, che si fondono come in un arazzo, Vuillard si è limitato a suggerire le forme per meglio evocare la dolcezza recondita di questa scena, così come la solitudine e l'incomunicabilità tra gli esseri, anche molto vicini.

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