Le Lac Léman

Lucien Lévy-Dhurmer
Le Lac Léman
1925
pastel sur papier
H. 57 ; L. 72 cm
Dation, 2006
Droits réservés © Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Lucien Lévy-Dhurmer (1865 - 1953)

Agli occhi dei simbolisti, sempre alla ricerca di significato, il genere del paesaggio appare a priori insignificante. Tuttavia, Lucien Lévy-Dhurmer, un artista del loro gruppo che si è dapprima fatto conoscere per i suoi ritratti , a partire dagli anni dieci del XX secolo, inizia a raffigurare i paesaggi moltiplicandone la produzione. Tutto questo, però, senza voltare le spalle all'ideale simbolista, ambientando i suoi paesaggi in importanti centri di storia e cultura come Versailles e il suo parco, che gli permettono di coltivare la sua nostalgia del passato e la sua passione per la raffinatezza.
In seguito, nel 1925, poi di nuovo nel 1935, l'artista esegue in Savoia una serie di paesaggi sulle rive del lago del Bourget, del lago di Garda o, come in questo caso, del lago Lemano. La lavorazione a pastello permette di operare una vera e propria trasfigurazione poetica dei luoghi. La materia polverosa e delicata del pastello assicura, infatti, un aspetto tremolante, appannato, nel quale i dettagli si perdono. La realtà, come tenuta a distanza cede il passo ad una visione sublimata : in virtù del disegno a sfumo, l'acqua, la terra e il cielo si fondono e scambiano le loro proprietà. Questa comunione degli elementi crea un clima di mistero, raddoppiato dal sorgere luminoso ma confuso del sole riflesso nel lago.
Autentica variazione sul blu - colore spirituale per eccellenza -, questa opera di Lévy-Dhurmer si avventura nei confini della rappresentazione. Sembra che l'artista esplori le virtù del colore per il colore, in cui il monocromo è lo sbocco finale.

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