Ludwig Van Beethoven

Antoine Bourdelle
Ludwig Van Beethoven
en 1903
buste en bronze
H. 68,0 ; L. 34,0 ; P. 35,0 cm.
1905
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / RMN
Antoine Bourdelle (1861 - 1929)
Niveau médian, Terrasse des sculptures 1880-1910

Incarnazione del genio romantico, Beethoven ispirò numerosi artisti. Si narra che il giovane Bourdelle, sfogliando un'opera sul compositore, rimase colpito dalla propria somiglianza fisica con l'artista tedesco. Cominciò allora ad ascoltarne la musica e raccontò: "...ogni grido di questo genio privato dell'udito ma che sentiva la voce di Dio colpiva direttamente la mia anima. Ogni goccia di sudore che scendeva dalla fronte di Beethoven cadeva sul mio cuore infranto."
Identificandosi con il suo modello, realizzò molti busti di Beethoven, proprio come un musicista crea diverse variazioni su uno stesso tema. In totale, non includendo in questo conteggio disegni e pastelli, Bourdelle ha realizzato ottanta sculture raffiguranti il celebre compositore.
Questo busto tormentato, in cui il genio sembra concentrarsi sulla fronte e sulla capigliatura, conserva ancora traccia dell'influsso di Rodin ma con semplificazioni che testimoniano un nuovo orientamento dell'artista, come è possibile riscontrare nella Testa di Apollo opera anche questa presente nelle collezioni del museo d'Orsay.
Il gesso preparatorio ottenne un notevole successo al Salon de la Société nationale des Beaux-Arts nel 1902, tanto che lo Stato ne commissionò subito un bronzo: l'esemplare qui presentato e che valse all'allora quarantunenne Bourdelle un riconoscimento ufficiale. Nel 1929, poco prima della sua morte, lo scultore creò il suo ultimo Beethoven, intitolato La Patetica. In quell'occasione dichiarò: "siamo due lottatori che non si sono mai separati. Le nostre mani possono stringersi".