Madame de Loynes

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Amaury-Duval
Madame de Loynes
1862
huile sur toile
H. 100,0 ; L. 83,0 cm.
Legs Jules Lemaître, 1914 ; Dépôt du musée du Louvre, 1986
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Amaury-Duval
Madame de Loynes
1862
huile sur toile
H. 100,0 ; L. 83,0 cm.
Legs Jules Lemaître, 1914 ; Dépôt du musée du Louvre, 1986
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Michèle Bellot
Amaury-Duval (1808 - 1885)
Rez-de-chaussée, Salle 9

Quando Amaury-Duval esegue questo ritratto, la contessa de Loynes era ancora semplicemente "Jeanne de Tourbey", pseudonimo di Marie-Anne Detourbay.
Figlia di operai di Reims, questa donna del demi-monde aveva saputo sfruttare la sua bellezza e il suo spirito vivace per conquistare Parigi e aprire, grazie al sostegno del principe Napoleone di cui era l'amante, uno dei brillanti salotti letterari del Secondo Impero in cui si aff ollavano Sainte-Beuve, Taine, Renan, Dumas e Flaubert, che ammirava le sue "grazie da pantera e il [suo] spirito di demone".
Per rendere giustizia a tanto fascino, Amaury-Duval fa ricorso a tutta la sapienza acquisita grazie ai ritratti del maestro Ingres: come incastonato in uno scrigno di cuscini di seta color oro, l'abito di scintillante taff eta nero, prolungato dal parato viola porpora sullo sfondo e dai capelli corvini della donna, conferisce al volto di quest'ultima il rifl esso opalescente di un chiaro di luna.
L'espressione ipnotica e ombrosa degli occhi grigi inquadrati da un paio di orecchini in stile neogreco vuole senz'altro alludere al talento di "mirabile ascoltatrice" della modella, ma evoca anche – come negli autoritratti fotografi ci della contessa di Castiglione – l'inebriante seduzione della donna-sfi nge, enigmatica e fatale, che riscuotera grande successo presso i simbolisti della fi ne del secolo.

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