Misia à sa coiffeuse

Félix Vallotton
Misia à sa coiffeuse
en 1898
détrempe sur carton
H. 35,9 ; L. 29,0 cm.
acquis avec la participation de la Fondation Meyer, 2004
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Félix Vallotton (1865 - 1925)
Artwork not currently exhibited in the museum

Misia alla toletta mette il luce il profondo legame che unisce Félix Vallotton ai Nabis. Il quadro è, senza dubbio, una delle opere migliori mai realizzate dall'artista nel corso della sua carriera. La modella ritratta, Misia Godebska (1872-1950), a quell'epoca era la moglie dell'editore parigino Thadée Natanson. Quest'ultimo, nel 1891, assieme ai fratelli Alfred e Alexandre, aveva fondato la Revue Blanche che si avvaleva di prestigiosi collaboratori tra i quali Bonnard, Vuillard e lo stesso Vallotton. Il mondo artistico parigino di metà Ottocento trova in Misia Godebska, sostenuta in questo ruolo dal marito, un'importante musa e una grande protettrice non solo di pittori, basti citare Bonnard, Vuillard, Renoir e Toulouse-Lautrec che l'hanno raffigurata nelle loro opere - ma anche di scrittori e compositori.
Affascinato dalla personalità eclettica e vitale di Misia, Vallotton esegue molti suoi ritratti, tra i quali questo, realizzato durante il suo soggiorno, nel corso dell'estate del 1898, nella casa di campagna della coppia a Villeneuve-sur-Yonne. Raffigurata in un contesto intimo, in piedi di fronte alla sua toletta, la figura imponente di Misia domina l'intera composizione in cui le rotondità del corpo della donna e le pieghe dell'abito che ella indossa sono in contrasto con le linee sottili che tagliano il piano del quadro. L'illuminazione, proveniente da una sorgente invisibile, crea un gioco d'ombre e di luci molto contrastato, il che contribuisce a sottolineare l'intensa originalità dell'inquadratura e dei colori opachi.
In una composizione in cui ogni elemento è accuratamente studiato, perfino l'incisione incorniciata di Vallotton appesa alla parete, Misia alla toletta non solo è uno dei ritratti intimisti più riusciti del pittore ma anche, per merito della modella stessa, una precisa testimonianza di quel periodo