Oedipe à Colone

Jean Hugues
Oedipe à Colone
en 1885
groupe en marbre
H. 181,0 ; L. 136,0 ; P. 100,0 cm.
1888
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski
Jean Hugues (1849 - 1930)
Niveau médian, Terrasse Seine

Scultore che ricorre al repertorio scolastico, Hugues, come tutti gli artisti tradizionali della sua generazione, ha raffigurato innumerevoli volte il corpo umano. Edipo rientra in questo registro ma anche in quello dei grandi temi tratti dalla storia antica. L'opera consente all'artista di riprodurre gesti e movenze del corpo e ricorda molto questo passaggio tratto dalla prima scena della tragedia Edipo a Colono di Sofocle. L'azione si svolge nel bosco sacro alle Benigne (Eumenidi) a Colono. I protagonisti sono Edipo (il primo a parlare) e la figlia Antigone
- Fammi sedere e si custode al cieco.
- Ben so tale arte me l'apprese il tempo.
Per convincere il vecchio Edipo che queste parole non sono dettate dall'amarezza, la giovane Antigone si siede accanto al vecchio padre e appoggia con dolcezza la sua testa sulla sua spalla. Edipo cinge con un braccio il corpo di Antigone che rivolge all'anziano genitore uno sguardo di tenera tristezza.
L'opera, giocando sul contrasto tra Edipo, la cui età segna il corpo di rughe ed Antigone, che la gioventù fa splendere di bellezza, si colloca alla stessa distanza che separa gli affascinanti nudi femminili e le raffigurazioni di atleti, lasciando completamente il posto alla espressione della sofferenza e della rassegnazione. L'estremo verismo che il torso di Edipo lascia trasparire, suscitò la disapprovazione dei critici che rimproveravano ad Hugues di essersi preoccupato più della verità che dello stile.
Lo Stato, dopo che questo gesso era stato esposto al Salon del 1882, commissionò all'artista una copia in marmo per i musei nazionali.