Port de Camaret

Eugène Boudin
Port de Camaret
en 1872
huile sur toile
H. 55,5 ; L. 89,5 cm.
Legs Enriqueta Alsop au nom du Dr Eduardo Mollard, 1972
© Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Eugène Boudin (1824 - 1898)

Ogni anno, dal 1870 al 1873, Boudin si reca nella cittadina bretone di Camaret per dipingere e, in seguito, vi fa ritorno per soggiornarvi di tanto in tanto. Il pittore mette tutto il suo impegno per raffigurare su tela la luce del porto, il suo clima nuvoloso e variabile, instabile e soggetto a mutamenti. Nella scena qui raffigurata, il chiarore delle case, illuminate da una luce molto intensa, si contrappone all'aspetto cupo del mare e dei velieri.
Fedele al soprannome di "re dei cieli" attribuitogli da Corot, Boudin riserva un grande spazio al cielo e alle nuvole. Del resto, come testimoniano i suoi appunti, l'artista è solito eseguire a pastello uno studio accurato di tutti questi elementi: "Nuotare nel cielo; giungere fino alle "delicatezze" delle nubi. Sospendere queste masse in fondo, molto lontane nella grigia nebbia...".
Un'acqua lievemente increspata dalla brezza marina traduce la mutevolezza del cielo. I riflessi fuggenti e fluttuanti sono suggeriti grazie ad una pennellata leggera in un'armonia sfumata di tonalità grigie, azzurre e verdi. Alla fine, solo la presenza dei pescatori, le cui sagome spiccano in controluce, fanno da contrappunto all'immensità dei cieli.

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